La Sindrome del Tunnel Carpale (S.T.C.) si presenta con sensazione di formicolio alla mano. I pazienti riferiscono di avvertire come punture di spilli a livello dei polpastrelli delle prime tre dita della mano; spesso i sintomi si accentuano durante la notte. Segno clinico importante per tale patologia è la caduta di piccoli oggetti dalle mani (aghi, spilli, posate, ecc.) e dolore che si irradia al gomito ed alla spalla. Nei casi gravi può esserci ipotrofia dei muscoli alla base del pollice (eminenza tenare) e conseguente deficit di opposizione del pollice.
Per saperne di più abbiamo contattato il dottor Michele Berloco, ortopedico della struttura complessa di Ortopedia e Traumatologia di Foligno della Usl 2 e responsabile per la Chirurgia della Mano (centro riconosciuto a livello nazionale dalla Società Italiana di Chirurgia della Mano).
Dottor Berloco, ci dice quali sono gli esami necessari per una diagnosi di S.T.C? “La diagnosi è spesso clinica, anche se comunque utile confermarla con l’Elettromiografia dell’arto superiore, per escludere compressioni del nervo mediano a livello del collo o del cavo ascellare. In altri casi lo specialista può richiedere Radiografie del carpo in pazienti con pregressa frattura di polso, Risonanza Magnetica per eventuali neoformazioni, esami di laboratorio per escludere patologie di base come l’Ipotiroidismo (mixedema) e l’Artrite Reumatoide”.
E’ vero che i sintomi possono presentarsi anche con la gravidanza? “Vero. Una delle cause scatenanti della S.T.C. è la ritenzione dei liquidi corporei, dovuta alle variazioni ormonali durante la gravidanza e la meno-pausa”.
La Sindrome del Tunnel Carpale può interessare entrambe le mani? “Sì. Possono essere interessate entrambe le mani. Anche se spesso l’insorgenza è prevalente nella mano dominante, ciò può non valere per le patologie di tipo professionale e per l’eccessivo utilizzo di video-terminali (sindromi da iper-uso)”.
E’ sempre necessario l’intervento? “No. Nelle forme lievi può essere risolto con infiltrazioni locali di Corticosteroidi e con l’utilizzo di specifici tutori, associati ad un periodo di riposo”.
Per l’intervento è necessario il ricovero? “L’intervento si esegue in anestesia locale in regime Ambulatoriale, dunque il ricovero non è necessario. Attraverso una piccola incisione del palmo si decomprime il nervo mediano. La degenza può durare qualche ora. I pazienti possono utilizzare la mano subito dopo l’intervento ed i punti di sutura vanno rimossi dopo 10/15 giorni”.
La perdita di sensibilità delle dita si recupera con l’intervento? “Con l’intervento si risolve immediatamente la fastidiosa sensazione di formicolio: la sensibilità, invece, si recupera molto lentamente e dipende comunque dal grado di compressione del nervo e dal periodo trascorso dall’insorgenza dei sintomi e l’intervento”.
La perdita di movimento di opposizione del pollice si recupera con l’intervento di decompressione del nervo mediano? “No. La perdita di opposizione del pollice è l’ultimo atto della sofferenza del nervo mediano. Per ripristinare l’opposizione è necessario eseguire altri tipi di intervento, come il trasferimento di tendini da siti donatori della mano verso la base del pollice”.
Per saperne di più e per contattare il dottore: www.micheleberloco.it.
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