Per “Incontri con l’autore” il professor Paolo Coen presenterà, alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, il libro “Controluce, Counterlight, Gegenlicht. Arte e museologia della Shoah, nuovi contributi”. In quanti modi si può leggere un libro? Molti. Ogni lettura comporta una trasposizione del proprio vissuto che si intesse con le parole scritte e quelle celate del proprio io, della propria sensibilità, creando una riscrittura che ci scuote, ci fa riflettere, si compie una simbiosi tra autore e lettore così come accade tra fruitore e opera d’arte: l’espressione d’arte, il bene culturale e il luogo di memoria da sempre segni del potenziale umano, affermano quella dignità umana strappata alla vita dalle farneticazioni omofobe del potere e dei suoi seguaci. Sabato 26 ottobre 2019 alle ore 18 presso la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, Paolo Coen, storico dell’arte e docente di arte e museologia all’Università degli studi di Teramo, intratterrà i suoi ospiti con una disquisizione sulla doppia valenza che assume il patrimonio culturale nella trasmissione della Memoria della Shoah e la società contemporanea con il saggio “Controluce, Counterlight, Gegenlicht. Arte e museologia della Shoah, nuovi contributi” edito da EUM – Edizioni Università di Macerata: il valore dell’opera d’arte e dei luoghi di memoria quali testimoni tangibili, vitali e loquaci che invitano nel presente alla loro considerazione, ma è il futuro il perno della loro comunicazione, ovvero ciò che non deve ripetersi. L’autore romano, vincitore del Premio Internazionale 2019 sez. letteratura dello Spoleto Art Festival – Presidente il professor Luca Filipponi – disserterà su questo volume, quinto in ordine di pubblicazione della collana “Il tempo, la storia e la memoria” – una raccolta nata in collaborazione con l’Università di Macerata – che comprende una disamina tra i più significativi artisti contemporanei: da Pesach Irsai, David Olere, Charlotte Salomon, Eva Fisher, Vardi Kahana a Mauro Maugliani, Maya Zack, Richard Serra, Georges de Canino e Menashe Kadishman. Gli undici coautori propongono una panoramica politico-culturale europea che interessa anche alcuni beni e luoghi culturali marchigiani: Eleonora Palmoni, Manfredo Coen, Chiara Censi hanno delineato le situazioni della Villa Giustiniani-Bandini di Urbisaglia, il Parco del Cardeto di Ancona e il Cimitero Ebraico di Ancona. L’incontro si esplicherà in un dialogo a più voci con la professoressa Raffaella Morselli, docente di storia dell’arte moderna all’Università degli studi di Teramo e membro del comitato scientifico della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci; il professor Fabio Marcelli docente presso il Dipartimento di filosofia, scienze sociali, umane e della formazione presso l’Università degli studi di Perugia e l’artista Paolo di Giosia da anni impegnato nella ricerca sugli aspetti introspettivi del comportamento umano. Per Paolo Coen, la scommessa della trasmissione ai posteri della Shoah è “far sì che la memoria di una minoranza, già divenuta memoria di Stato, si trasformi in una memoria collettiva” e se, come scrisse Gyorgy Lukacs “l’opera d’arte porta ad espressione ciò che nella storia si riferisce all’uomo ed esprime la verità del momento storico per la vita degli uomini”, le azioni, i comportamenti sociali, i fatti attuali costruiscono il futuro tanto quanto gli avvenimenti storici hanno determinato il presente. “Ancor oggi le persone, i fruitori vicini e lontani, mediati e immediati, costituiscono la materia viva” (Paolo Coen).
Tag dell'articolo: #Shoah, libro, paolo coen.
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.
