I due hanno quindi concordato di consumare una prestazione sessuale nell’appartamento del sudamericano, in zona della stazione.
Al termine, però, non c’è stata intesa sul prezzo del rapporto, sicché il trans ha cominciato a picchiare il malcapitato cliente che, subendo calci e pugni, ben presto si è accorto, suo malgrado, che nell’appartamento vi era un’altra persona. Infatti, poco dopo che i due avevano litigato, è uscito da un’altra stanza un giovane, amico del trans, che ha dato manforte al proprio compagno. Così il cliente è stato malmenato dalle due persone, che gli hanno anche strappato di dosso la catenina d’oro che portava al collo e hanno tentato, invano, di sottrargli anche un bracciale d’oro.
Ad un certo punto, gli hanno intimato di andarsene, sotto la minaccia di subire altrimenti guai peggiori; l’uomo è perciò uscito dal palazzo e ha chiamato subito il 113. Gli agenti della Volante, al loro arrivo, gli hanno subito chiesto di indicare quale fosse l’abitazione del trans. Così facendo, hanno identificato il trans e il suo compagno che hanno immediatamente negato ogni accusa; i poliziotti hanno quindi perquisito a fondo il loro appartamento. Tale attività ha dato i suoi frutti, in quanto all’interno di una cucina, occultata dentro il barattolo del sale, è stata trovata la catenina del derubato. A questo punto, i due sono stati condotti in Questura e fotosegnalati. La vicenda si è conclusa con un arresto per rapina a aggravata sia il trans, E.A.D.S., anno 1983, che il suo fidanzato, D.C., folignate del 1972. Per loro, dalla tarda mattinata del 15 agosto si sono aperte le porte del carcere di Capanne.
Il cliente, invece, a causa dell’aggressione ha riportato una prognosi di 5 giorni, ma almeno si è visto immediatamente restituire dagli agenti la catenina.
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