Il ritorno nella massima serie coinciderà con il cambio di decennio infatti nel campionato 1960-61 i rossoazzurri disputano la serie A restandovi per sei stagioni e ottenendo risultati abbastanza lusinghieri; è di questi anni la famosa espressione di Sandro Ciotti clamoroso al Cibali in occasione di importanti vittorie contro Juventus e Inter. Sul finire degli anni 60 e nei primi 70 il Liotru (elefante simbolo della città e della squadra) oscilla tra serie A e B. Sono gli anni della presidenza Massimino, a cui sarà poi intitolato il Cibali, che nonostante l’entusiasmo della dirigenza non raccoglie i risultati sperati e vedrà addirittura nel campionato 1973-74 sprofondare gli etnei in serie C. Solo a fine anni 70 i rossoazzurri torneranno nella serie cadetta e nel campionato 1982-83 dietro a Milan e Lazio si posizionano terzi in condominio con Como e Cremonese ed occorreranno due soffertissimi spareggi sul neutro dell’Olimpico ai catanesi per riassaporare la A. Il campionato di massima serie del 1983-84 vede un Catania non all’altezza, è fin da subito chiaro che gli etnei saranno votati alla retrocessione conquistando addirittura il non invidiabile record di minor punti in un torneo a sedici squadre: 12 punti. È una discesa verso il baratro senza fine quella del Catania che sprofonda in serie C e poi, a causa di inadempienze finanziarie, nel 1993, addirittura in eccellenza. La risalita è lenta ma costante e nel 2000, in serie C1, la squadra viene acquistata dalla famiglia Gaucci e presidente ne diventa Riccardo, figlio del patron Luciano.
Nel giugno 2002, dopo un lunghissimo purgatorio gli etnei approdano alla serie B grazie agli spareggi play-off contro il Taranto; la stagione in B non è esaltante e sulla panchina sicula si susseguono vari allenatori che non dando continuità e solidità alla squadra e la portano di nuovo verso la C1 scampata solo grazie ad alcune vicissitudini giudiziarie. La stagione 2003-04 è una annata di grandi emozioni per i catanesi, con una squadra raffazzonata e composta dagli “scarti della serie B” sfiora la promozione in massima serie e, a tre giornate, dalla fine i Gaucci “fanno cassa” vendendo la squadra all’imprenditore catanese Pulvirenti che, dal canto suo, promette la serie A nel giro di tre anni.
La promessa viene mantenuta anche grazie all’acquisto di importanti giocatori e nel 2006 il Catania torna in serie A, il dinamico presidente non si ferma e per poter disputare una serie A ad un livello competitivo acquista italiani Lorenzo Stovini, Giuseppe Colucci e Giorgio Corona, i sudamericani Mariano Julio Izco e Juan Manuel Vargas oltre al giapponese Morimoto. Il campionato del Catania è però funestato dagli scontri che si sono svolti fuori dallo stadio Massimino in occasione del derby di Trinacria tra Catania e Palermo e che hanno portato alla morte dell’agente di P.S. Filippo Raciti.
Gli anni successivi vedono la compagine etnea vivere importanti stagioni in serie A arrivando addirittura, nel 2007-08, semifinalista di coppa Italia. Come il Bologna anche il Catania è retrocesso nella serie cadetta nel passato campionato di A.
La tifoseria del Catania
Il tifo organizzato catanese nasce nel 1979 attorno al gruppo organizzato della Falange d’Assalto Rossazzurra, che si posizionò nella Curva Nord, seguito dalla formazione di altri gruppi quali Onda d’Urto e Giovani Rossoazzurri, posizionatisi nella Curva Sud. Negli anni ottanta rimane memorabile la trasferta organizzata per lo spareggio contro la Cremonese per la Serie A disputato nel giugno del 1983, quando 40.000 catanesi si recarono allo stadio Olimpico di Roma.
Nel 1991 alcuni ultras si spostarono dalla Nord alla Sud e fondarono il gruppo Primo Amore, poi ribattezzato Irriducibili, col quale si diede una svolta alla tifoseria che da allora sarà sempre presente in qualunque trasferta di qualsiasi categoria. Alla fine degli anni novanta le nuove leve del tifo catanese cresciute negli anni del dilettantismo e della Serie C2 diedero vita al gruppo A Sostegno di una fede. In quegli anni la Curva Nord dello stadio catanese divenne una delle più calde e colorate d’Italia, contribuendo alle ritrovate fortune della squadra rossazzurra. Non sono mancati nel tempo incidenti con tifoserie avversarie, spesso dovuti alla presenza assidua di tifosi catanesi in tutte le trasferte, con i quali i vari gruppi ultras delle squadre di casa cercavano di “confrontarsi”. Vi sono stati episodi tragici come la morte del tifoso messinese Antonino Currò, e soprattutto della sera degli scontri di Catania, datata 2 febbraio 2007, in cui perse la vita l’ispettore Filippo Raciti dopo scontri tra ultras e forze dell’ordine. La squadra può contare su circa 649.000 tifosi in Italia.
- Gemellaggi: Crotone, Benevento, Trapani, Genoa, Triestina;
- Amicizia: Napoli, Borussia Dortmund;
- Rivalità: Palermo, Catanzaro, Reggina, Avellino, Taranto, Salernitana, Vicenza, Messina, Ternana, Verona, Andria BAT, Acireale, Perugia, Pescara, Cavese, Juve Stabia, Roma, Siracusa
Il Catania oggi
Il Catania che milita in questo campionato di B è una squadra che vede nomi importanti comporre la rosa come Calaiò, Rosina, Castro e Spolli su tutti. Vista la squalifica di Gaston Sauro, il tecnico Pellegrino potrebbe affidarsi a Gyomber o Rolìn. Modulo 4-2-3-1 con Rosina, Martinho e Castro a supporto di uno tra Leto e Cani. Quindi la probabile formazione dovrebbe essere:
Frison, Peruzzi, Gyomber, Spolli, Monzon, Rinaudo, Calello, Rosina, Martinho, Castro, Leto. All: Pellegrino.
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