L’opposizione ha evidenziatole criticità del provvedimento, in particolar modo riguardo il trasferimento di alcuni servizi dalla Gesenu al cantiere comunale, oggi alle prese con carenze di personale, e in merito alle tariffe della Tari, che si ridurrà solo per gli immobili superiori a 100 metri quadri e dunque in favore delle famiglie con reddito alto, mentre crescerà per gli immobili inferiori ai 100 metri quadri, penalizzando le famiglie medie. Aumenti indiscriminati, secondo la minoranza, anche per le utenze non domestiche, con eccezione di banche e cinema.
Dal canto suo, l’amministrazione ha ribadito che il trasferimento di alcuni servizi da Gesenu al cantiere comunale è un esperimento che durerà fino a dicembre, dopodiché si penserà al 2015 sulla base di accurate verifiche.
Subito dopo l’approvazione del Piano finanziario, il consiglio ha discusso e approvato (20 favorevoli, 10 contrari) anche l’adeguamento delle tariffe Tari per il 2014. Nel dettaglio, i valori di riduzione per la percentuale di produzione rifiuti speciali assimilati agli urbani avviati a riciclo partono dal 20% per i valori compresi tra 90 e 100%, per scendere fino al 4% per i valori compresi tra 50,1 e 59,9%. La maggiorazione circa il tributo giornaliero è determinata nella misura del 20% con un minino di 10 euro. Quanto alle riduzioni sui conferimenti ai centri di raccolta, i parametri sono i seguenti: per una quantità da 0 a 99,9 kg=0; da 100 a 500=0,07 al kg, oltre 500=35 euro. La quantità ponderata viene calcolata come sommatoria delle quantità delle singoli frazioni conferite presso le isole ecologiche individuate con specifici coefficienti qualitativi.
Il punto centrale della manovra riguarda l’individuazione delle tariffe per le utenze domestiche e non domestiche con parametri adeguati. Per le tariffe domestiche i parametri di riferimento sono: il coefficiente di adattamento (Ka), che tiene conto della reale distribuzione, delle superfici degli immobili in funzione del numero di componenti del nucleo familiare costituente la singola utenza ed il coefficiente proporzionale di produttività per utenza domestica (Kb), in funzione del numero di componenti del nucleo familiare costituente la singola utenza. Le tariffe finali in euro/mq risultano dalla combinazione di due parti, quella fissa (graduata in funzione della superficie e del numero dei componenti il nucleo familiare) e quella variabile (graduata in funzione del numero dei componenti il nucleo familiare.
Queste, nel dettaglio, le voci per utenze familiari:
un componente nucleo familiare: ka 0,86 (prima era allo 0,70), kb 0,58, parte fissa 1,81, variabile 28,44;
due componenti: 0,94, 2,34, 1,98, 114,74;
tre componenti: 1,02, 2,60, 2,14, 127,49;
quattro componenti: 1,10, 2,86, 2,31, 140,23;
cinque componenti: 1,17, 3,20 (prima era al 2,60), 2,46, 156,91;
sei o più componenti: 1,23 (prima era all’1,20), 3,52 (prima era al 3), 2,59, 172,60.
Rispetto al precedente sistema sono stati corretti: il coefficiente Ka dell’utente con 1 componente e con 6 o più componenti ed il coefficiente Kb per i nuclei con 5 componenti e 6 o più componenti.
Le tariffe non domestiche sono state determinate modificando i parametri Kc (coefficiente potenziale di produzione che tiene conto della quantità potenziale di produzione di rifiuto connesso alla tipologia di attività) e Kd (coefficiente potenziale di produzione in kg/mq anno che tiene conto della quantità di rifiuto minima e massima connessa alla tipologia di attività), sempre con il principio della parte fissa e variabile.
Molteplici le categorie. Solo a titolo esemplificativo, per citare le categorie oggetto di specifica modifica: cinema e teatri: kc 0,69 (prima era allo 0,80), Kd 6,38 (prima era al 7), fissa 4,35, variabile 1,49; esposizioni: 0,84 (prima 1,15), 7,68 (prima 9), 5,30, 1,79; banche: 1,29 (prima 1,55), 11,84 (ptima 12,50), 8,14, 2,76; ortofrutta: 2,12 (prima 1,60), 19,45 (prima 17,60), 13,37, 4,54. Rispetto al precedente sistema, dunque, sono stati modificati i coefficienti Kc e Kd per quattro categorie: cinema e teatri, esposizioni ed autosaloni, banche, ortofrutta, pescherie, fiori.
Rispetto a questa pratica, il Vice Sindaco Barelli ha precisato che, con la preconsiliare in discussione, il Comune ha provveduto esclusivamente ad adeguare i coefficienti di riferimento rispetto alla normativa nazionale, recependo dunque un preciso obbligo di legge. L’incremento conseguente, pari allo 0,3%, sarà integralmente differito all’anno 2015 ed andrà in compensazione con la già decisa riduzione dell’imposta, pari al 3%. L’effetto complessivo della manovra, quindi, è il seguente: nel 2014 i perugini non riceveranno alcun aumento, mentre nel 2015 tutte le categorie beneficeranno di una riduzione netta pari al 2,7%. Secondo l’esecutivo Romizi l’unico aumento concreto, pari all’1,99% per il 2014, è stato determinato dalle decisioni assunte dalla precedente Giunta di centro-sinistra nel marzo del 2014.
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