Le segreterie unitarie di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil dell’Umbria, visto il persistere delle crescenti difficoltà sul problema dell’abitare degli anziani, ritengono necessario aprire una vertenza umbra sulla casa per gli anziani con la Giunta regionale, l’Anci Umbria, comuni capofila ambito sociale e con l’Ater. In primo piano, quindi, le difficoltà affrontate dagli anziani, spesso over 65, nel mantenere la propria abitazione, concepita in termini di famiglia, e quindi troppo grande ed onerosa per una o due persone. Da qui, i tentativi speculativi di alcune grandi agenzie immobiliari che invogliano per necessità l’anziano alla vendita della nuda proprietà. “Per contrastare questo fenomeno – è stato spiegato- si rende necessario attivare l’Agenzia Casa e le detrazioni fiscali sulle tariffe dei servizi necessarie all’utilizzo della propria casa attraverso lo strumento Isee dell’anno in corso. Infine, gli enti locali dovrebbero limitare il più possibile la tassazione sugli immobili, in special modo quelli dei centri storici, cercando di reperire le risorse attraverso una lotta di prossimità all’evasione, elusione fiscale e agli sprechi”.
L’obiettivo, che si pongono i sindacati dei pensionati, è quello di sviluppare un confronto in merito alle politiche abitative, partendo dalla necessità di realizzare programmi condivi attraverso l’utilizzo di risorse pubbliche, siano esse nazionali, regionali e comunitarie. Strategici, quindi, i finanziamenti assegnati per la riqualificazione urbana, nei quali il Puc 3 può essere uno strumento di riferimento che necessiterà però di verifiche riguardo alla sua attuazione. Il ragionamento sviluppato si pone dentro un’ottica di compartecipazione per la messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistete, il superamento delle barriere architettoniche, dentro e fuori la propria abitazione e interventi sul risparmio energetico.
Uno degli argomenti centrali che è stato affrontato nel corso dei Direttivi unitari è stato quello riguardante la vivibilità dei centri storici, sviluppando un impegno sull’housing sociale, mettendo quindi in relazione il recupero dello stesso patrimonio edilizio con una domanda che viene dalle classi con basso reddito. “I centri storici –è stato sottolineato- devono essere recuperati attraverso una valorizzazione dell’identità, conservando e ristrutturando l’esistente. Ciò potrebbe essere anche volano di sviluppo occupazionale. Oltre al ritorno della presenza umana – è stato aggiunto- per i centri storici va programmato insieme l’insediamento dei servizi del commercio di prossimità, l’artigianato e i luoghi di aggregazione”.
La Piattaforma “Casa”, sostenuta anche da parte di Cgil, Cisl e Uil, è stata votata all’unanimità dai Direttivi unitari dei pensionati.
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