Dalla chiamata al 113 con richiesta di soccorso agli accertamenti sulla regolarità del personale del locale: i modi bruschi di due “buttafuori” costano caro ad una discoteca di Perugia. Tutto è cominciato alle 4.40 di una domenica mattina di qualche settimana fa, quando il cliente di una discoteca ha chiamato il pronto intervento della polizia dopo essere stato cacciato in malo modo da un locale notturno. Il giovane si era acceso una sigaretta e, poco dopo, era stato invitato a spegnerla da due addetti alla sicurezza. Dopo le sue resistenze era stato afferrato per le braccia e condotto fuori dal locale. Anche la ragazza che era con lui, e che aveva chiesto spiegazioni ai due operatori, ha riferito alla polizia di essere stata a sua volta afferrata e trascinata fuori. Queste le prime testimonianze. Al loro arrivo sul posto, gli agenti di polizia hanno identificato i due addetti alla sicurezza, i quali hanno riferito di essere stati morsi e graffiati dalla ragazza. Al di là delle varie versioni e delle lievi lesioni riportate dai protagonisti (nessuno dei quali ha per il momento sporto denuncia), gli agenti della Amministrativa – insospettiti dai fatti – hanno deciso di vederci più chiaro, raccogliendo elementi e testimonianza nel corso dei successivi fine settimana. Gli elementi così ottenuti hanno evidenziato con certezza la presenza nel locale, tra gli addetti alla “sicurezza” dei clienti, di persone non erano in possesso dei requisiti giuridici che ne certificano la regolare iscrizione presso la prefettura, i quali espletavano – con tanto di abito scuro – le mansioni di “buttafuori” accanto al personale abilitato.
In particolare tre “buttafuori”, che non hanno i requisiti previsti obbligatoriamente dalla legge, operavano abusivamente ed in sinergia con quelli regolarmente certificati. Gli accertamenti effettuati dal personale della Divisione Polizia Amministrativa, diretta dal primo Dirigente Maria Letizia Tomaselli, hanno condotto a quattro sanzioni da 5 mila euro ciascuna, per un totale di 20 mila euro. In particolare, sono stati multati il titolare della Agenzia Investigativa, autorizzato ad operare da una prefettura della Toscana, per aver operato con personale non certificato; un addetto alla sicurezza perché operava senza aver mai conseguito l’iscrizione nel registro della Prefettura; un altro addetto alla sicurezza perché trovato ad operare malgrado gli fosse stata revocata l’iscrizione a seguito di una condanna penale a suo carico (furto e resistenza a pubblico ufficiale); infine, un terzo addetto alla sicurezza perché operava dopo che la sua iscrizione era stata non rinnovata per mancanza dei requisiti.
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