Pace e lavoro – Lotti chiede alla politica “di mettere al centro la vita concreta delle persone e di eliminare le spese militari, perche’ non e’ con gli eserciti che daremo lavoro agli operai di Terni”. Nelle intenzioni degli organizzatori della Marcia c’e’ dunque l’idea di dare continuita’ alla mobilitazione prevista per domani a Terni e soprattutto di “rimettersi in cammino a 100 anni dallo scoppio della prima guerra mondiale perche’ la pace e’ ancora in pericolo”.
Gli studenti – Saranno 100 le scuole, provenienti da ogni parte d’Italia che apriranno la Marcia e che si metteranno in cammino da Perugia ad Assisi per costruire “la nuova cultura della pace e della fraternita'”. Una Marcia come al solito “grande e partecipata”,ha osservato Lotti, con fino ad oggi 831 adesioni e la partecipazione di 513 citta’ italiane (per 95 province) e 253 enti locali. “L’Umbria deve tornare a parlare al mondo e tornare all’altezza delle sue tradizioni di pace e accoglienza – ha affermato Lotti – per fare di questo impegno per la pace un investimento economico produttivo”. Anche l’assessore regionale Fabrizio Bracco ha evidenziato la “specificita'” dell’Umbria in quanto “la tradizione pacifista della nostra terra e’ antica e si sposa in maniera unica con la sua anima sia religiosa che laica”. “La Marcia della pace – ha detto infine padre Enzo Fortunato, del Sacro Convento di Assisi – e’ la manifestazione di un impegno personale e di una festa corale, e’ la marcia di tutti e interpella tutte le realta’ che ci circondano”.
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