martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

La Regione boccia il dormitorio a San Bevignate

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Negata una nuova autorizzazione paesaggistica. Barelli: "É un no definitivo al progetto". Ora si pensa anche alla penale da pagare all'impresa appaltatrice di oltre un milioni di euro

 
La Regione boccia il dormitorio a San Bevignate
Perugia. Si chiude con un no la vicenda dell’area di San Bevignate. “La Regione Umbria ha negato in modo definitivo, con la determinazione dirigenziale n.8162 del 9 ottobre 2014, l’autorizzazione paesaggistica per la costruzione dello studentato davanti a San Bevignate progettato dall’ADISU”. Un no secco, quindi, che lascia ben poche porte aperte. A dirlo è il vice sindaco Urbano Barelli.

“La positiva conclusione della tutela della chiesa e della zona di San Bevignate a spiega il vice sindaco Barelli in una nota stampa – , che ha in parte sancito l’accordo politico che ha portato all’elezione a sindaco di Romizi, attribuisce alle amministrazioni pubbliche una rinnovata responsabilità sulle politiche di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. Un patrimonio del quale dobbiamo essere fieri e gelosi custodi, la cui presenza e valorizzazione ci consente di allontanare l’immagine negativa di questi anni e di recuperare quell’immagine positiva di una città conosciuta nel mondo per la sua storia, la sua cultura e le sue qualità ambientali”.

“La vicenda – continua Barelli – era iniziata il 30 novembre 2007 con una prima autorizzazione paesaggistica rilasciata dal Comune di Perugia che era stata però annullata il 10 gennaio 2008 dalla Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio. Dopo la prima bocciatura, l’ADISU aveva insistito chiedendo l’autorizzazione direttamente alla Regione Umbria che all’epoca l’aveva rilasciata con determinazione dirigenziale n.6749 del 29 luglio 2008, ottenendo anche il parere favorevole della Soprintendenza il 4 settembre 2008. Senonché, dopo l’avvio dei lavori a dicembre 2013, ci si è tardivamente accorti che l’autorizzazione paesaggistica era già scaduta il 29 luglio 2013, come ha poi riconosciuto anche il TAR Umbria con la sentenza n.253 del 12 maggio 2014.

“Per poter riavviare i lavori, l’ADISU avrebbe dovuto ottenere una nuova autorizzazione paesaggistica. Infatti, nello scorso mese di giugno ha ripresentato la richiesta che è stata, però, bocciata sia dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Umbria che dalla stessa Regione Umbria con la citata determina n.8162/2014”.

La penale – Sbagliando si impara, si dice, ma è bene farsi in tasca due conti. Il progetto avrebbe avuto un corso di quasi 12 milioni di euro, 6 provenienti da s finanziamenti ministeriali. Sul piatto della bilancia, inoltre, va aggiunta la penale da pagare all’impresa appaltatrice di 1,17 milioni Se l’affare fosse saltato.

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