Situazione insostenibile – “Quindi non c’è da meravigliarsi – scrive in una nota la Cgil – nonostante il profluvio di tweet per attaccare il sindacato, se anche in Umbria il governo Renzi non ha il consenso della maggioranza delle persone che lavorano, mentre di giorno in giorno crescono i consensi allo sciopero generale proclamato da Cgil e Uil per il 12 dicembre. Abbiamo un Governo prono ai voleri di Confindustria e sordo alle esigenze e ai problemi dei lavoratori. La vicenda della cassa integrazione e degli ammortizzatori sociali ne è un’ulteriore dimostrazione. In Umbria i cassintegrati ad ottobre sono 25.139, dei quali 14.157 nella cassa in deroga, e con oltre 13mila lavoratori senza coperture e ritardi nei pagamenti che ormai superano i 7 mesi. E’ una situazione insostenibile”.
I dati – “Ed è un’ulteriore dimostrazione della latitanza di questo Governo, di fronte ad una crisi che non vede una via d’uscita. In Umbria ce lo dicono anche i dati relativi alle aziende coinvolte ai processi di CIG che passano in un anno da 80 a 83, con 56 aziende coinvolte in crisi aziendali e con i concordati preventivi che passano da 7 a 9, i contratti di solidarietà da 9 a 13, e le aziende coinvolte in processi di ristrutturazione del settore editoriale che passano da 0 a 2. Tutto questo esige un cambiamento vero che presuppone mobilitazione, lotta e proposta. E quindi è centrale lo sciopero del 12 dicembre e l’esigenza di ripartire il confronto per realizzare una politica economica e sociale alternativa basata su un piano del lavoro per l’Umbria e per l’Italia”.
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