lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

L’Umbria senza lavoro, ad ottobre oltre 25 mila cassintegrati

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Secondo la Cgil Umbra "mentre mancano le risorse sugli ammortizzatori sociali, il governo Renzi continua ad attaccare il sindacato dei lavoratori"

 
L’Umbria senza lavoro, ad ottobre oltre 25 mila cassintegrati
Perugia.  I dati dell’osservatorio nazionale della CGIL relativi al mese di ottobre confermano che la crisi si allarga e si approfondisce con l’aumento delle richieste di cassa integrazione (+13%) e con la diminuzione drastica delle risorse a disposizione. Diminuisce la produzione industriale (-2%) senza che questo Governo e i suoi Ministri siano in grado di mettere in campo una politica industriale degna di questo nome, come dimostrano le vertenze AST, Merloni e Polo chimico.

Situazione insostenibile – “Quindi non c’è da meravigliarsi – scrive in una nota la Cgil – nonostante il profluvio di tweet per attaccare il sindacato, se anche in Umbria il governo Renzi non ha il consenso della maggioranza delle persone che lavorano, mentre di giorno in giorno crescono i consensi allo sciopero generale proclamato da Cgil e Uil per il 12 dicembre. Abbiamo un Governo prono ai voleri di Confindustria e sordo alle esigenze e ai problemi dei lavoratori. La vicenda della cassa integrazione e degli ammortizzatori sociali ne è un’ulteriore dimostrazione. In Umbria i cassintegrati ad ottobre sono 25.139, dei quali 14.157 nella cassa in deroga, e con oltre 13mila lavoratori senza coperture e ritardi nei pagamenti che ormai superano i 7 mesi. E’ una situazione insostenibile”.

I dati – “Ed è un’ulteriore dimostrazione della latitanza di questo Governo, di fronte ad una crisi che non vede una via d’uscita. In Umbria ce lo dicono anche i dati relativi alle aziende coinvolte ai processi di CIG che passano in un anno da 80 a 83, con 56 aziende coinvolte in crisi aziendali e con i concordati preventivi che passano da 7 a 9, i contratti di solidarietà da 9 a 13, e le aziende coinvolte in processi di ristrutturazione del settore editoriale che passano da 0 a 2. Tutto questo esige un cambiamento vero che presuppone mobilitazione, lotta e proposta. E quindi è centrale lo sciopero del 12 dicembre e l’esigenza di ripartire il confronto per realizzare una politica economica e sociale alternativa basata su un piano del lavoro per l’Umbria e per l’Italia”.

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