“L’imprescindibile dovere umanitario di accogliere chi è costretto a lasciare il proprio paese – prosegue la presidente Porzi –, per risultare realmente efficace, deve essere attuato secondo criteri di sostenibilità sociale per le comunità ospitanti, di qualità dei servizi offerti, di rigore e controllo degli aventi diritto al fine di garantire la sicurezza di tutti”.
“Le varie istituzioni statali, regionali e locali operanti in Umbria – precisa – stanno attuando questo dovere di accoglienza applicando tali criteri. E le Prefetture, i Comuni, la Chiesa, le associazioni di volontariato stanno sviluppando il proprio impegno seguendo questi indirizzi. Malgrado ciò, ed è comprensibile, si comincia ad avvertire nelle comunità qualche preoccupazione, alimentata anche da terribili fatti di cronaca avvenuti in altre regioni. In questo caso – avverte Porzi – dobbiamo tutti noi tenere sempre alta la guardia rispetto alle problematiche della sicurezza e nel contempo informare puntualmente i cittadini sulle modalità di attuazione degli interventi nei singoli territori, perché l’informazione e la conoscenza sono elementi indispensabili nella gestione di ’emergenze’ di
questo rilievo. Appare meno comprensibile invece l’intervento di ‘quella politica’ che, partendo da una legittima preoccupazione dei cittadini e da una situazione di disagio economico, alimenta paure ed egoismi per fini politicamente molto discutibili”.
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