lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Acque inquinate nei pozzi e nelle falde dell’Umbria: oltre l’80% risulta “non conforme”

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

I dati forniti dall'Arpa. Nel corso del 2014 l'Agenzia ha eseguito 1520 ispezioni su attività produttive (comprendenti anche depuratori e discariche) che hanno interessato 653 aziende del territorio

 
Acque inquinate nei pozzi e nelle falde dell’Umbria: oltre l’80% risulta “non conforme”
Regione Umbria. Acque inquinate nei pozzi e nelle falde dell’Umbria. E’ quanto emerge dai controlli sulle attività produttive realizzati dall’Arpa Umbria nel corso del 2014: per oltre l’80% dei casi, pozzi e falde controllate sono risultate non conformi. Durante i dodici mesi dell’anno appena trascorso, l’Agenzia ha eseguito 1520 ispezioni su attività produttive (comprendenti anche depuratori e discariche), che hanno interessato 653 aziende del territorio con campionamenti di matrici ambientali (acqua, aria, fanghi e rifiuti e suolo e sedimenti) e verifiche documentali relative ad autorizzazioni in essere e/o a normative di settore.

I settori di verifica – Le attività di controllo dell’Agenzia hanno interessato: per il 37% il settore manifatturiero (industrie alimentari, tessili, del legno, della carta, di prodotti chimici, di prodotti farmaceutici ecc.); per il 23% quello agricolo e zootecnico (principalmente allevamenti zootecnici); per l’11% quello del commercio, in buona parte distributori di carburante; per il 7% discariche e depuratori di acqua.

I campionamenti ambientali – Degli oltre 1100 campionamenti effettuati, il 65% ha riguardato la tematica acqua (in massima parte depuratori e pozzi), il 19% suolo e sedimenti, l’8% fanghi e rifiuti e l’8% aria (emissioni e immissioni). Le non conformità nei campionamenti sono state riscontrate, per oltre l’80% dei casi, nella matrice acqua e, in particolare, nei campionamenti di pozzi per l’attività AIA (autorizzazione Integrata Ambientale), di pozzi piezometrici nelle discariche e campionamenti da falda nell’ambito di attività di caratterizzazione di siti da bonificare.

Le verifiche sul rispetto delle norme di legge – Per quanto riguarda le verifiche documentali relative ad autorizzazioni in essere o a normative di settore, sono state riscontrate 74 non conformità su 1348 verifiche totali. In particolare, 23 non conformità hanno riguardato fanghi e rifiuti; 19 l’aria(emissioni e immissioni); 16 l’acqua (depuratori e pozzi); 16 il suolo e i sedimenti.

 

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