“Ci sono alcuni aspetti che riteniamo assolutamente non accettabili – affermano i due dirigenti – ad esempio rileviamo che i requisiti finanziari richiesti ai soggetti che vogliono accreditarsi sono molto bassi, il che rischia di non garantire la stabilità necessaria a svolgere la funzione assegnata. Ma ancora di più – proseguono i due sindacalisti – contestiamo l’apertura a una schiera vastissima di soggetti che possono accreditarsi, alcuni dei quali a rischio di contaminazioni e commistioni di ruoli. Un gioco al quale non intendiamo partecipare”. La Cgil chiede, dunque, di ripristinare la commissione tripartita regionale, “organismo definito, con un ruolo delle forze sociali che gli è proprio”. “Solo così – affermano ancora Renelli e Fratini – il sindacato potrà continuare a fare la sua parte a difesa dei lavoratori, non diventando contemporaneamente controllato e controllore, magari togliendo anche il lavoro a qualche precario dei centri per l’impiego che aspetta da decenni di essere stabilizzato”. “Per tutte queste ragioni – concludono Renelli e Fratini – abbiamo richiesto un confronto a tutto campo sul sistema dei servizi per l’impiego e sull’integrazione tra pubblico e privato, a partire dalla rassicurazione sul personale dei centri per l’impiego e sul loro futuro, salvaguardando le professionalità e i posti di lavoro, senza spinte privatistiche e senza ritagliare ruoli sempre più marginali/ burocratici al pubblico”.
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