lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Alla scoperta del progetto RandAgiamo

Sviluppato da Università e Asl, punta a favorire le adozioni canine e la conoscenza reciproca uomo-animale. Ha nel frattempo ispirato un ambizioso programma regionale

 
Alla scoperta del progetto RandAgiamo
Perugia. Come promesso settimana scorsa [www.perugiaonline.net/societa/bimbi-e-cani-felici-e-sani-in-cammino-a-collestrada-32389/], andiamo a descrivere una bella iniziativa a favore dei nostri amici a quattro zampe: RandAgiamo. Tale progetto vuole contribuire alla prevenzione del randagismo e dell’aggressività canina e insieme promuovere la conoscenza del cane e la valorizzazione della sua relazione con l’uomo. Suo obiettivo principale è quello di incentivare l’adozione all’interno dei canili.

Breve storia – Tutto nacque nel 2010 da un progetto pilota attivato presso il Canile Sanitario Municipale di Collestrada, in collaborazione tra il Laboratorio di Etologia e Benessere Animale del Dipartimento di Medicina Veterinaria di Perugia (responsabile: Silvana Diverio) e il Servizio Veterinario Usl Umbria 1 – Unità Operativa Semplice di Igiene Urbana e Prevenzione Randagismo (responsabile: Stefania Mancini). RandAgiamo è cominciato come un progetto di ricerca del Leba, protrattosi nel tempo grazie al lavoro instancabile degli studenti e alla sinergia con il personale del canile. Tale studio è stato oggetto del dottorato di ricerca di Maria Chiara Catalani e della tesi di laurea di Beatrice Boccini – che ne compongono lo staff fondamentale – e ha prodotto risultati molto incoraggianti: si è dimostrato infatti che i cani coinvolti diventano più calmi, socievoli, obbedienti, quindi più facili da adottare e inserire con successo in ambito familiare. Di conseguenza, il tasso di adozioni è aumentato sensibilmente.

Funzionamento – Il protocollo RandAgiamo si svolge così: ogni cane viene valutato dal punto di vista comportamentale e, se risulta idoneo, inizia un percorso di educazione (impara ad esempio a farsi mettere la pettorina, a non tirare al guinzaglio, a stare tranquillo) che lo aiuta ad inserirsi più facilmente nella futura famiglia adottiva. Nell’ambito del progetto l’adozione dell’animale (nel frattempo sterilizzato, vaccinato e microchippato) avviene con una sorta di garanzia: la scelta del cane più idoneo alla famiglia è assistita da un team specializzato disponibile gratuitamente in caso di difficoltà di inserimento o problemi comportamentali. Questo perché il percorso di educazione e assistenza di RandAgiamo vuole evitare che un cane adottato possa essere riportato in canile e subire di conseguenza un nuovo abbandono (ipotesi fin qui verificatasi una sola volta a fronte di svariate decine di adozioni). Essendo l’implementazione del protocollo basata sull’etologia e il benessere degli animali, anche la scelta delle famiglie adottanti deve rispettare precisi criteri di affidabilità. Il modello operativo si avvale inoltre di personale specializzato per la formazione dei cani, c.d. Randagenti (Claudia Enas, Chiara De Filippi, Martina Iaboni, Martina Laconi, Silvia Calipari, Flavia Adiutori, Barbara Corrai, Tania Bordoni, Gloria Caseti) e altri volontari (troppi per nominarli tutti) che portano gli animali in passeggiata, senza l’amore e la generosità dei quali la realizzazione del progetto non sarebbe possibile.

Sviluppi – Dal 2013, poi, la Regione Umbria ha promosso l’adozione del progetto RandAgiamo come modello operativo nell’ambito del programma di prevenzione regionale, estendendolo in maniera sperimentale ad altri canili presenti sul territorio umbro. Non solo, all’interno del piano di prevenzione sanitario 2014-2018 è stato inserito l’omonimo programma, scritto ed elaborato in maniera partecipata, in cui sono previsti tre diversi progetti: I canili aperti; Chi trova un amico trova un tesoro; Con un amico si sta meglio. Sono già operative alcune iniziative rientranti all’interno del primo progetto (un esempio ne è proprio l’evento della scorsa settimana), mentre gli altri due, in attesa di essere attivati, consistono rispettivamente nell’organizzazione di corsi tesi a incentivare il possesso responsabile e consapevole del cane, con un occhio particolare rivolto all’importanza della microchippatura (il secondo) e nella possibilità di far entrare all’interno di strutture sanitarie – come gli ospedali, le case di riposo o gli hospice – cani di proprietà dei degenti o esemplari addestrati la cui presenza possa spiegare effetti benefici per tali soggetti (il terzo). Per realizzare tutto ciò è in atto una grande convergenza di sforzi da parte di una serie di soggetti: Regione, Provincia, Comuni, Asl, Università, Ordini MV, Izs, associazioni, progetto RandAgiamo, ecc.

Informazioni – Da non dimenticare, infine, l’aiuto offerto al progetto dallo Sportello a 4 zampe della Provincia di Perugia (gestito da Melania Roscini), che ne permette una grandissima diffusione, in particolare tramite social, oltre ad essere un generale punto di riferimento per quanto riguarda consigli, adozioni, smarrimenti e simili. Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina Facebook facebook.com/Progetto-RandAgiamo-1392948434343495/?fref=ts.

 

 

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