lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Allarme Pm10 anche in Umbria, il M5S: “A quando misure strutturali?”

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Il consigliere regionale Carbonari ha presentato un'interrogazione urgente dopo le criticità emerse a Perugia, Terni, Spoleto, Foligno e Narni Scalo. "Fondamentale potenziare il trasporto pubblico".

 
Allarme Pm10 anche in Umbria, il M5S: “A quando misure strutturali?”
Regione Umbria.  “Quali misure di carattere urgente e quali iniziative strutturali nel medio e lungo periodo la Giunta regionale intende porre in essere per potenziare il trasporto pubblico a livello regionale e locale, nonché le scelte specifiche che voglia perseguire per ridurre il traffico veicolare e l’inquinamento da PM10, comunicando, a fronte di criticità ambientali e sanitarie ormai ampiamente certificate, in che modo e entro quale termine intenda revocare le concessioni all’incenerimento dei poli Acea e Tozzi Holding di Maratta (Terni), evitando altresì l’insediamento di un terzo inceneritore in Umbria così come previsto dal Governo Renzi, informando, infine, se intenda scongiurare nuovi finanziamenti per impianti a riscaldamento a biomasse”: questa l’interrogazione a risposta urgente, in materia di qualità dell’aria e inquinamento da polveri sottili, presentata dal consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Maria Grazia Carbonari.

“Nell’anno 2015 – spiega Carbonari – le centraline di misurazione Arpa hanno rilevato uno sforamento dei valori limite di PM10 previsti per legge nella città di Terni per 68 giorni, a Narni Scalo per 37 giorni, a Perugia per 36 giorni, Foligno per 36 giorni, Spoleto (San Martino in Trignano) per 37 giorni. Di conseguenza, alcune Amministrazioni comunali hanno valutato o dovuto ordinare misure straordinarie atte a ridurre i livelli di inquinamento da polveri sottili quali blocchi del traffico veicolare, con gravi disagi per i cittadini. Ma oltre al disagio temporaneo – prosegue – quello che ci preoccupa è l’effetto nefasto che il peggioramento della qualità dell’aria ha sulla salute degli umbri, in particolar modo bambini, anziani e persone con patologie cardio-respiratorie”.

“Il traffico veicolare – continua – non è l’unico responsabile per la cattiva qualità dell’aria che respiriamo, buona parte della responsabilità è da addossare agli impianti di riscaldamento a biomasse (lungamente incentivati dalle Giunte regionali) oltre che agli impianti industriali, in primis gli inceneritori. Noi lo diciamo da tempo: se si vuole marcare una stabile inversione di tendenza sul tema dell’inquinamento atmosferico e non ricorrere a pannicelli caldi come le misure contingenti su Stop al traffico veicolare, riduzione della velocità di percorrenza o abbassamento del riscaldamento, occorre ripensare radicalmente la mobilità (disincentivando il trasporto privato e incentivando quello pubblico su ferro), la produzione di energia (premiando le fonti autenticamente rinnovabili, a impatto zero e su scale ridotte), il ciclo integrale dei rifiuti (considerandoli materia prima secondaria e non materiale da bruciare) e, più in generale, considerando prioritariamente l’impatto ambientale in qualsiasi scelta politica che riguardi incentivi (o disincentivi) a una qualsivoglia produzione. E – conclude Carbonari – talune scelte strategiche dell’Esecutivo regionale, come per esempio i piani regionali dei Trasporti e dei Rifiuti, non vanno certamente in questa direzione”.

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