Nel periodo compreso tra il 2008 e il 2014 il Pil pro capite della regione è sceso dell’8,37% passando da 26.300 euro a 24.100. A rivelarlo sono i dati resi noti oggi dall’Istituto di statistica della Commissione europe, che ha assegnato all’Umbria la “maglia nera” di questa speciale classifica: ogni cittadino, infatti, in questo lasso di tempo ha perso mediamente 2.200 euro. “Sono numeri – hanno spiegato i consiglieri regionali della Lega Nord Valerio Mancini e Emanuele Fiorini – che certificano ufficialmente quello che famiglie e imprese umbre già sapevano: nonostante i proclami della presidente della Giunta, Catiuscia Marini, il sistema economico e sociale dell’Umbria è ancora in piena crisi. In sei anni il Pil regionale registra un – 8,37 per cento, a dimostrazione che la presidente Marini ed il Pd non sono stati capaci di affrontare e risolvere la situazione e nemmeno di invertire la rotta. Di fronte al già pesante -4 per cento nazionale, l’Umbria è stata capace di fare ancora peggio. Non solo a distanza dall’Europa e dal centro nord aumenta, ora l’Umbria perde terreno anche rispetto alle regioni del sud d’Italia”.
I due esponenti del Carroccio evidenziano che “la produttività umbra resta al di sotto della media nazionale e permane una debolezza cronica in campi fondamentali come quelli dell’innovazione e della ricerca. Mentre la ‘guerra di potere’ prosegue bloccando completamente la macchina regionale – concludono -, i contorni del fallimento della presidente Marini si allargano giorno per giorno, toccando ormai ogni aspetto dell’azione di governo: dopo i rifiuti, la sanità e i trasporti, ora è la volta dell’economia. Il tutto sulla pelle dei cittadini”
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