lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Amianto: l’Umbria tra le regioni più attente, ma c’è ancora tanto da fare

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Secondo il recente rapporto di Legambiente, nella nostra regione si stima la bonifica di 120mila mq, a cui si aggiungono i circa 50mila mq in corso di bonifica, mentre mancano all’appello ancora circa 160mila mq di coperture da bonificare

 
Amianto: l’Umbria tra le regioni più attente, ma c’è ancora tanto da fare
Regione Umbria. La battaglia per la completa bonifica del territorio dall’amianto è ancora tutta da combattere, nonostante siano ormai passati 23 anni dalla sua messa al bando in Italia (era il 1992). L’Umbria spicca comunque tra le regioni più attente in materia, ma il lavoro da fare è ancora tanto.

Il rapporto – A dirlo è Legambiente nel rapporto sulla fibra killer recentemente pubblicato in occasione della Giornata mondiale delle vittime dell’amianto. A “23 anni dalla sua messa al bando – sottolineano da Legambiente -, l’amianto causa 4 mila morti ogni anno in Italia, con oltre 15mila casi di mesotelioma maligno diagnosticato dal 1993 al 2008. Enormi sono i ritardi per il censimento, la mappatura e gli interventi delle bonifiche con 32 milioni le tonnellate ancora presenti sul territorio”. L’associazione è tornata, quindi, a chiedere con “urgenza un impegno concreto nazionale e locale per fermare questa drammatica emergenza” , nella fattispecie “gli incentivi per la sostituzione dell’eternit con i tetti fotovoltaici”, inserendo anche gli ecoreati nel codice penale.

In Umbria – Dai dati presentati nel rapporto di Legambiente, l’Umbria è tra le regioni più attente al problema. Eppure sono ancora numerosi i siti dove è presente l’amianto. Da quando è stato approvato il D.G.R. 9426 del 7/12/1995, nella nostra regione sono stati censiti 645.288 mq di amianto complessivamente presenti in 16 siti industriali, 117 edifici pubblici, 428 edifici privati e in 545 coperture. Nel dettaglio la pericolosità della presenza della fibra killer e così ripartita: 1 di prima classe, 46 di seconda,  2 di terza,  5 di quarta e infine 32 di quinta classe. Infine in Umbria 39 sono gli edifici pubblici bonificati, 4 in fase di bonifica e 74 non sono stati ancora bonificati; mentre una stima degli edifici privati vede circa 200 edifici bonificati, 120 in corso di bonifica e 108 ancora da bonificare. Per quanto riguarda le coperture si stima la bonifica di 120mila mq, a cui si aggiungono i circa 50mila mq in corso di bonifica, mentre mancano all’appello ancora circa 160mila mq di coperture da bonificare.

Nel resto d’Italia – Anche nel resto d’Italia, la situazione è ben lontana dall’essere risolta. Non tutte le Regioni, infatti, hanno approvato il Piano Regionale Amianto a distanza di 23 anni dalla Legge 257 del 1992 che li prevedeva entro 180 giorni dalla sua pubblicazione. Mancano ancora all’appello Abruzzo, Calabria, Lazio, Molise, Puglia e Sardegna. Inoltre la mappatura dell’amianto presente sul territorio è stata completata da dieci Regioni (Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta mentre è in fase di ultimazione nelle province autonome di Bolzano e Trento), ma la Banca Dati Amianto coordinata dal ministero dell’Ambiente indica almeno 38.000 siti su tutto il territorio nazionale, con oltre 300 siti in classe di priorità 1, ovvero a maggior rischio, su cui avviare da subito le azioni di risanamento. Le uniche regioni ad aver fornito dei dati puntuali sono state l’Abruzzo che ha portato a termine la bonifica di 3.172 edifici privati, l’Emilia Romagna che ha bonificato 827 tra edifici pubblici, siti industriali, siti estrattivi e siti dismessi; la Lombardia che ha bonificato 22.075 tra edifici pubblici e privati mentre sono 26.573 quelli in corso di bonifica; la Puglia che vede bonificati 670 siti contaminati, la Sardegna 240 edifici pubblici, l’Umbria 200 edifici privati, la Valle D’Aosta 111 edifici privati e 44 pubblici e la P.A. di Bolzano con 9 edifici pubblici e 298 privati.

 

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