La badante aveva già lavorato per la moglie della vittima, poi deceduta. A quel punto la donna non solo rimase lì per prendersi cura dell’anziano, ma portò con sé anche i suoi due figli. Da subito sono iniziate le vessazioni nei confronti dell’uomo che, vittima forse della sua stessa solitudine, ha accettato di subire continui sfottò ed aggressioni fisiche, da parte degli ospiti, incapace di ribellarsi ai suoi aguzzini, in una forma di soggezione psicologica.
Un giorno dello scorso anno, stanco delle percosse subite, il 71enne decide di rivolgersi ai carabinieri di Ferentillo. Nel frattempo, in attesa dei tempi tecnici della giustizia, i carabinieri riescono ad instaurare un rapporto di fiducia con l’uomo che da quel giorno si è recato in caserma altre volte, per denunciare fatti sempre più cruenti, sfociati il 10 del mese in corso, in un’aggressione fisica consistita nell’essere stato percosso con un bastone al capo ed essere stato spinto giù per le scale, per la sola colpa di non aver dato ai suoi aguzzini del denaro per attendere alle loro futili necessità. Nella circostanza le lesioni inferte all’uomo sono state giudicate guaribili in 10 giorni. Immediato è stato l’intervento dei carabinieri di Ferentillo che, onde evitare conseguenze drastiche per il malcapitato, sono andati in procura per richiedere nuovamente l’adozione di una misura idonea a tutelare il povero pensionato.
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