martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Apre la porta alla polizia e butta la droga dalla finestra: nei guai una nigeriana

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

La sostanza è stata rinvenuta nel corso di un controllo agli appartamenti concessi agli extracomunitari. Nell'immobile scoperti altre "tre inquilini" senza titolo, di cui uno privo di qualsiasi documento ed ancora sconosciuto alle forze dell’ordine.

 
Apre la porta alla polizia e butta la droga dalla finestra: nei guai una nigeriana
Perugia.  Sicuramente non si aspettavano, gli agenti della squadra mobile che un normalissimo ed ordinario servizio di semplice “monitoraggio” degli appartamenti in uso a soggetti extracomunitari nigeriani, quasi esclusivamente richiedenti asilo politico, potesse trasformarsi in una brillante operazione di polizia giudiziaria antidroga, conclusasi poi con un arresto in flagranza di reato di una giovane spacciatrice nigeriana.

Ma neanche la malcapitata, Olamide Iyeke, nigeriana ventinovenne, regolarmente soggiornante in Italia e titolare di un normale contratto di locazione in un appartamento di Fontivegge, poteva immaginarsi cosa le sarebbe successo nella mattinata di ieri, martedì 23 giugno.

Quando gli uomini della prima sezione “Criminalità Organizzata” hanno suonato al campanello dell’appartamento in questione, già obiettivo di precedenti controlli, hanno ricevuto risposta da una voce giovane e femminile. Ma quando si sono presentati come “polizia” ed hanno chiesto alla giovane voce di aprire la porta per un normale controllo, hanno sentito solo il rumore dello sciacquone e della violenta apertura di una finestra.

Frattanto, però, normali e basilari norme di cautela operativa, ben note da chi si occupa da anni di indagini, avevano già suggerito la collocazione di alcuni operatori sul retro dell’appartamento, per vigilare su qualsiasi movimento, e infatti gli agenti posizionati nella parte posteriore hanno potuto notare una giovane nigeriana, ancora in “lingerie”, aprire la finestra del bagno e gettare dalla stessa un piccolo involucro di colore chiaro, subito recuperato. A quel punto, doverosa un’accurata perquisizione. L’appartamento è stato minuziosamente perquisito e, ben occultati all’interno di vecchie scarpe collocate su una mensola della cucina, è stato trovato un altro involucro di sostanza “sospetta” e delle buste in plastica opportunamente ritagliate in piccoli pezzi per il confezionamento di dosi; sempre in cucina, veniva trovata una bilancia di precisione ancora “sporca” di polvere bianca.

I due involucri, uno lanciato dalla finestra, e l’altro nascosto in casa, a seguito delle analisi effettuate dal personale della polizia scientifica, risulteranno contenere, come era altamente probabile, sostanza stupefacente: “cocaina” per circa 9 grammi ed “eroina” per circa 13. Ma non è tutto. All’interno dell’appartamento, mentre la titolare si affannava a gettare droga dalla finestra, altri “inquilini” senza titolo ancora dormivano, e sono stati poi svegliati dalla polizia nel corso della perquisizione. Si tratta di una coppia di giovani connazionali, entrambi in regola con il soggiorno in quanto richiedenti protezione internazionale ed in attesa di determinazioni, e di una terza giovane, totalmente priva di qualsiasi documento ed ancora sconosciuta alle forze dell’ordine.

Tutti e tre gli “ospiti”, avendo la evidente disponibilità delle sostanze e del materiale sequestrato, venivano denunciati in stato di libertà per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La padrona di casa, ovviamente, veniva tratta in arresto in flagranza di reato per la commissione del medesimo reato e, d’intesa con il pubblico ministero di turno, il sostituto procuratore Casucci, successivamente riaccompagnata presso il proprio domicilio in regime di arresti domiciliari, in attesa della sottoposizione al giudizio con rito direttissimo.

La terza ragazza “intrusa”, infine, veniva accompagnata presso quest’ufficio immigrazione il cui personale, accertata la sua totale clandestinità sul territorio nazionale, provvedeva ad accompagnarla immediatamente presso un centro di identificazione ed espulsione per il successivo allontanamento dal territorio dello Stato.

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