La storia – Le autorità giurisdizionali svizzere, nello specifico il Ministero Federale della Giustizia di Berna, autorità preposta alla formulazione delle richieste di estradizione internazionale, avevano da tempo avviato tutte le procedure per la localizzazione e la successiva cattura di Dumitru Alis Gabriela, rumena del 1976, resasi responsabile in Svizzera di gravissimi delitti quali lo sfruttamento della prostituzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso delle ricerche, però, la sfruttatrice, insieme al suo complice, un giovane albanese, si era allontanata dalla Svizzera, rendendosi irreperibile. e di conseguenza destinataria del Mandato di Arresto Europeo.
I reati – I fatti per i quali la donna deve essere sottoposta a processo sono particolarmente gravi e supportati da pesantissimi elementi probatori; nello specifico la rumena, nell’ottobre 2010, avrebbe “reclutato” una giovane connazionale in Romania, sua vicina di casa nella terra di origine, e l’avrebbe “indotta” a seguirla prima in Italia, precisamente a Torino, e successivamente in Svizzera, con la vaga promessa di un lavoro prestigioso e di un più elevato tenore di vita.Al di là delle Alpi, la giovane sarebbe stata segregata in un appartamento di Chavornay e costretta a prostituirsi, sotto la minaccia di violenze, con la pretesa, per di più, di almeno metà dell’incasso. La vittima, che nel frattempo aveva già fatto guadagnare, alla sua aguzzina, svariate migliaia di franchi svizzeri, alla prima utile occasione era riuscita a fuggire dal suo luogo di costrizione, e si era rifugiata presso i suoi familiari in Romania. La Dumitru, con il suo “socio” in affari, avrebbe continuato a perseguitare la giovane connazionale promettendole ritorsioni e addirittura minacciando i suoi familiari. Nel corso di un’operazione della polizia svizzera sull’appartamento di Chavornay, inoltre, vennero rinvenuti circa 250 grammi di “cocaina”, nascosti nel giardino, riconducibili alla Dumitru.
Le ricerche internazionali – Le ricerche della donna erano state avviate dalla Svizzera ed estese dalla Spagna fino al più estremo dei paesi dell’Est europeo.La sua cattura è stata resa possibile grazie al Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato ed al Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, Divisione “SI.RE.NE.” e Divisione “INTERPOL”, collocato all’interno della Direzione Centrale della Polizia Criminale.
La cattura – La Polizia di Perugia, da diversi giorni, era sulle tracce di Dumitru Alis Gabriela in quanto, a seguito dell’attivazione del predetto dispositivo internazionale di ricerca, era emersa la sua presenza in Italia e nel perugino.La donna, infatti, secondo la ricostruzione investigativa fatta dagli agenti, aveva trovato rifugio presso suoi connazionali proprio in questa provincia, dove si spostava continuamente per evitare di essere individuata ed arrestata, ben consapevole del rilievo “internazionale” del provvedimento che l’aveva colpita.Nella notte tra mercoledì 17 e giovedì 18 dicembre, è scattato il blitz: gli uomini della Sezione C.O., al comando dell’Ispettore Capo Armando Finzi, dopo ore di appiattamento ed osservazione, sono riusciti ad individuare l’autoveicolo in uso alla ricercata, una Bmw di colore rosso. L’auto è stata notata in Via Birago e, dopo poco tempo, come era facilmente prevedibile, è comparsa la ricercata internazionale, la quale si è messa alla guida e si è allontanata in direzione Ellera di Corciano, dove è stata bloccata dalla Polizia e tratta in arresto.In seguito, è emerso che la sfruttatrice, qui a Perugia, si nascondeva dividendosi tra un appartamento in Via Della Pescara ed un’abitazione nella predetta Via Birago.
I precedenti – Innumerevoli, almeno quelli che risultano alla Polizia italiana, i precedenti penali e di polizia della rumena: già nel 2005 violò le norme sull’immigrazione a Genova, dove fù destinataria di un paio di provvedimenti di espulsione del Questore e dove si rese altresì responsabile di un tentato furto, dopodichè venne denunciata a Modena per sfruttamento della prostituzione, sotto falso nome, e fotosegnalata a Treviso, Chiusi ed Assisi. KLAll’esito dell’operazione dell’altra notte, la donna è stata accompagnata a Capanne, dove resterà in attesa della successiva estradizione per la Svizzera dove, date le premesse investigative e probatorie ma soprattutto il suo tentativo di fuga finito male, la attende un processo non proprio favorevole.
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