Arrestati fratelli tunisini col vizio dello spaccio
di Redazione Perugia Online - 5 ottobre 2015L'attività illecita dei due, si svolgeva tra Villa Pitignano e Casa del Diavolo. I poliziotti hanno sorpreso uno dei due mentre cedeva della cocaina a un tossicodipendente arrivato dalle Marche per acquistare la dose
Perugia. Nel pomeriggio dello scorso venerdì 2 ottobre 2015, gli uomini della Squadra Mobile Sezione Seconda Contrasto alla criminalità diffusa, diretti dal dottor Corona e coordinati dall’Ispettore Pannacci, hanno svolto e portato a termine una brillante operazione di Polizia Giudiziaria volta al contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti. In esatta aderenza alla tendenza, ultimamente registrata, a spostare l’attività di diffusione di droga al dettaglio dal centro storico alla periferia della città, gli agenti della Mobile hanno monitorato la zona di Casa del Diavolo, dalla quale erano pervenute numerose segnalazioni di movimenti sospetti. Individuata una vecchia conoscenza della Squadra Mobile di Perugia, A.R., tunisino del 1992, pluripregiudicato per spaccio, gli investigatori lo hanno seguito ed hanno atteso quello che, data la circospezione con cui si muoveva, si aspettavano che facesse: un incontro a cielo aperto con un tossicodipendente/acquirente. Nel corso del breve incontro, gli agenti hanno assistito allo scambio tra denaro ed una piccola dose di sostanza biancastra, e così hanno interrotto la cessione. La sostanza ceduta all’acquirente risultava essere eroina per grammi 60 circa, e lo stesso tossicodipendente, cinquantenne proveniente dalle Marche, presso gli Uffici della Mobile dichiarava formalmente di essere cliente abituale del tunisino e di suo fratello. Lo spacciatore, immediatamente perquisito sul posto, veniva trovato in possesso del telefono cellulare utilizzato per lo spaccio (sulla cui rubrica, ovviamente, vi era tra gli ultimi contatti anche lodierno acquirente, memorizzato con il suo nome di battesimo) e di Euro 85,00 in contanti (40,00 dei quali, come riferisce l’acquirente, appena guadagnate grazie alla cessione fatta al medesimo).La perquisizione, ovviamente, non poteva non essere estesa al domicilio del fermato, ubicato nella vicina Villa Pitignano. Mentre veniva effettuato l’accesso nell’appartamento in questione, gli operanti notavano un soggetto, molto simile al fermato, che prontamente gettava degli oggetti da una finestra. Bloccato, veniva identificato per il fratello dello spacciatore, A.N., tunisino del 1977, e gli oggetti gettati nel cortile risultavano essere un telefono cellulare, con ogni probabilità utilizzato per lo spaccio, ed altre dosi di eroina per grammi 1,10 e cocaina per grammi 0,30, il tutto custodito all’interno di un ovetto Kinder. Ciò posto, i due fratelli tunisini venivano tratti in arresto in flagranza di reato e, dintesa con il Pubblico Ministero di turno, sostituito procuratore dottoressa Manuali, venivano ristretti presso le camere di sicurezza della Questura per la successiva sottoposizione al rito direttissimo. Nella mattinata di sabato 3, dopo che entrambi sono stati presentati davanti al Giudice Monocratico, si è aperto per loro il giudizio direttissimo che proseguirà nel prossimo mese con altra udienza: nel frattempo i due fratelli, anche considerati i loro numerosi trascorsi criminali specifici, sono stati accompagnati a Capanne.
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.
