Ritenendo il comportamento di questi riconducibile ad un’attività collegata al traffico di stupefacenti (alcuni pusher sono infatti soliti nascondere anche ingenti quantitativi di “merce” nella boscaglia per evitare il rischio di subire perquisizioni domiciliari) gli operanti eseguivano vari controlli nella zona interessata avendo così occasione di verificare la veridicità di quanto loro segnalato: una Mercedes con a bordo un giovane corrispondente alle descrizioni offerte veniva notato inoltrarsi nella vegetazione ed ivi trattenersi per alcuni minuti.
Una volta allontanatosi, gli operanti effettuavano una attenta e capillare verifica dei luoghi, e constatavano che l’intuizione operativa era stata esatta: all’interno di un blocco di cemento che copriva una cavità nel terreno erano conservate 3 confezioni in plastica di una nota marca di caramelle di cui solo una vuota: due avevano al loro interno 23 involucri avvolti in cellophane contenenti, verosimilmente, stupefacente.
Pertanto, veniva organizzato uno specifico servizio di appostamento per cogliere l’(ancora) ignoto giovane sul fatto: l’uomo arrivava poco dopo con la solita Mercedes, scendeva, attraversava la strada per portarsi in luogo poco lontano rispetto a quello ove erano stati rinvenuti gli altri involucri, chinandosi ripetutamente su un fossato e armeggiando per alcuni secondi tra il ciottolame, dopodichè tornava ove era stato trovato lo stupefacente rinvenuto in precedenza (i luoghi di occultamento erano infatti più di uno).
A quel punto gli operanti intervenivano per bloccare il giovane e questi subito tentava di disfarsi di altri 2 involucri, ma veniva immediatamente immobilizzato: si procedeva ad eseguire un controllo capillare del luogo del fossato ove si era recato poco prima e, sotto a dei sassi e altro ciottolame, si rinvenivano 21 involucri tutti contenenti cocaina. A differenza del primo “imbosco” (quello ove erano stati trovati i 23 involucri tutti del peso suddiviso in dosi di 1 grammo e quindi destinati alla vendita “al dettaglio”) nel secondo venivano trovati involucri da 5 e 10 grammi, destinati invece alla vendita “all’ingrosso”.
Il peso totale dello stupefacente, rinvenuto nelle varie sedi e nella personale disponibilità dell’uomo è di 180 grammi di cocaina pura. Il ragazzo veniva condotto in Ufficio ed identificato per F.O, giovane albanese del 1990 ignoto agli atti, senza permesso di soggiorno, giunto in Italia da pochi giorni, tanto da aver necessità di un interprete per comprendere ed essere compreso dagli operanti. Allo stesso veniva altresì sequestrata la somma di 550 euro in banconote di vario taglio prima di essere condotto al carcere di Capanne.
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