“Cinque milioni di euro sotto forma di contributi comunitari – spiega Squarta – potrebbero essere impiegati per andare incontro a tante famiglie che vivono momenti di difficoltà legati al lavoro. Tra questi ci sono disoccupati, precari, molti di loro si arrangiano con impieghi traballanti che a causa della loro instabilità impediscono qualsiasi tipo di progetto a medio-lungo termine. Purtroppo ci sono coppie che a causa del problema-soldi rinunciano perfino a mettere al mondo bambini perché non sanno come affrontare le numerose spese, tra le quali quelle relative alle rette degli asili nido”.
A giudizio di Squarta “è compito della Regione pubblicare l’avviso pubblico per l’utilizzo di fondi altrimenti inutilizzati, ma a livello politico da due anni tutto tace. Intanto però le famiglie italiane continuano a soffrire e con difficoltà pagano le rette mensili degli asili nido. Rette che in certi casi arrivano a costare perfino la metà dell’affitto di un appartamento. Il rimborso alle famiglie umbre di quei soldi per i servizi dell’infanzia – conclude – è un atto doveroso da parte della Regione. Sono già passati due anni, non è il caso di perdere altro tempo”.
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