lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Assisi, estorsioni e danneggiamenti ad alcune aziende agricole: individuati i responsabili

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

I sei responsabili chiedevano fieno, paglia, gasolio, denaro e animali da cortile in cambio di un'asserita protezione. Il "balzello" imposto veniva incassato almeno una volta a settimana. Dopo i tanti soprusi subiti, la chiamata ai carabinieri.

 
Assisi, estorsioni e danneggiamenti ad alcune aziende agricole: individuati i responsabili
Assisi.  Scoperto ad Assisi un giro di estorsioni ai danni di alcune aziende del territorio. La compagnia dei carabinieri in queste ore hanno dato esecuzione al provvedimento di custodia cautelare emesso dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Perugia, su richiesta della locale Procura, nei confronti di 6 soggetti (3 misure in carcere, 2 agli arresti domiciliari ed una misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese), residenti nel comune di Assisi e indagati a vario titolo di estorsione e tentata estorsione in concorso commessa in distinti e numerosi episodi nei confronti di imprenditori agricoli.

L’attività di indagine, avviata dai nucleo operativo della compagnia di Assisi nel maggio del 2014 a seguito degli incendi appiccati ad alcune aziende agricole locali, ha consentito di accertare la sussistenza di richieste estorsive formulate da due distinte famiglie di zingari stanziali nel territorio nei confronti di piccoli e medi imprenditori agricoli del comprensorio assisano da circa 15 anni a questa parte.

In cambio di una asserita protezione da “qualunque tipo di inconveniente” le vittime erano costrette a consegnare loro fieno, paglia, gasolio, denaro e animali da cortile. I primi contatti con le persone offese le avevano i vertici dell’organizzazione, i quali contattavano in prima persona gli imprenditori per poi delegare le giovani leve di famiglia alla riscossione di quanto concordato: e ciò si verificava puntualmente, senza ritardi o dilazioni di sorta. Il “balzello” imposto veniva incassato almeno una volta a settimana. Ogni qualvolta gli imprenditori non hanno ottemperato a tali richieste estorsive,  sono seguiti, per ritorsione, vari incendi e danneggiamenti dei capannoni.

Inoltre, l’attività investigativa è stata svolta secondo metodi tradizionali, basandosi sulle testimonianze dei soggetti danneggiati che, dopo i timori iniziali, hanno fornito preziose indicazioni ai carabinieri per il prosieguo delle indagini, nonché attraverso l’acquisizione di immagini estrapolate da impianti di videosorveglianza installati ad hoc nei pressi di una delle aziende maggiormente colpite dai raid estorsivi che hanno immortalato, in più circostanze, la dazione di gasolio in favore di alcuni esponenti delle famiglie rom della zona.

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