lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Ast, i lavoratori approvano l’accordo

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Con l'80% dei consensi gli operai hanno approvato l'intesa siglata al ministero tra sindacati e azienda. Altissima la partecipazione al voto, per la presidente Marini: "L'Umbria tutta deve essere grata a questi lavoratori e ai sindacati"

 
Ast, i lavoratori approvano l’accordo
Terni. Grande affluenza e l’affermazione del sì. L’ottanta per cento dei lavoratori delle acciaierie di Terni hanno approvato ieri sera l’accordo che era stato siglato dai sindacati con i vertici dell’azienda al Ministero dello sviluppo economico lo scorso 3 dicembre. Una svolta epocale per una delle vertenze più dure e complesse della storia industriale della regione e dell’Italia intera. Dopo mesi di mobilitazione e uno sciopero di 40 giorni consecutivi quasi 2000 operai hanno votato al referendum. Solo 386 hanno espresso un parere negativo.

La Cgil – Per la Camusso, segretario generale Cgil, l’esito del referendum ha premiato la fermezza della lotta condotta da operai e sindacati e la lungimiranza degli obiettivi messi in campo. “Si è trattato di un risultato che premia una straordinaria lotta unitaria di tutti i lavoratori delle acciaierie – ha detto la Camusso. – Aver modificato il piano industriale e rafforzato l’assetto produttivo con investimenti e nuovi sbocchi di mercato, significa aver riaperto una prospettiva positiva per un’azienda strategica del sistema industriale italiano. Un successo così netto nel referendum non solo permetterà di affrontare con ampio consenso e autorevolezza un percorso comunque difficile di gestione dell’accordo, ma premia anche il ruolo del sindacato, la sua capacità di rappresentanza degli interessi dei lavoratori e di un’intera comunità. La Cgil – conclude Camusso – ringrazia tutti i lavoratori, della Ast di Terni, la Rsu, il sindacato territoriale per la tenuta dimostrata in una lotta difficile e complessa”. Anche Maurizio Landini, segretario della Fiom Cgil, ha accolto positivamente l’esito del referendum. “E’ un voto che impegna tutta la Fiom nazionale e territoriale ad avviare fin da ora una fase di fattiva gestione dell’accordo – ha affermato Landini – per valorizzare tutti gli impegni previsti sul piano degli investimenti, per qualificare l’occupazione e la qualità del lavoro e dell’organizzazione aziendale ad ogni livello.E’ un voto che parla al Paese, confermando la responsabilità e il valore di una lotta dura e difficile che è stata capace di difendere il lavoro e un pezzo decisivo del sistema industriale”.

La Marini – Soddisfatta anche la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini: “i lavoratori e le organizzazioni sindacali hanno gestito con competenza e responsabilità una lunga vertenza in difesa non soltanto dei loro importanti diritti e del posto di lavoro, ma soprattutto dell’industria di Terni e del suo futuro”. “I lavoratori – ha proseguito la presidente – hanno affrontato questa vertenza con profondi sacrifici personali, sia sul piano economico in un momento non certo facile per la loro vita e quella delle famiglie, sia sul piano di una mobilitazione anche fisica straordinaria”. “L’alta partecipazione al referendum – ha aggiunto – ha il merito di dimostrare anche la rappresentatività e la maturità nella gestione della trattativa, da parte di tutti, a cominciare dalle rappresentanze sindacali unitarie, di una così difficile vertenza”.“che hanno permesso di incidere in maniera sostanziale sui contenuti del piano industriale presentato lo scorso mese di luglio dall’azienda, salvaguardando così il futuro produttivo delle acciaierie e la prospettiva industriale della regione. Anche per questo – ha concluso la presidente – la Giunta regionale ha affiancato e sostenuto convintamente queste ragioni, nella definizione dei contenuti dell’accordo sottoscritto al Mise”.

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