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Atc Umbri, il consigliere Barberini interviene sulla vicenda rimborsi
di Redazione Perugia Online - 8 febbraio 2014Sulla vicenda delle richieste di rimborso di alcuni presidenti degli Atc umbri interviene anche il consigliere regionale del Partito democratico, Luca Barberini. "La politica deve prendere una posizione di fermezza in merito alla questione".
Perugia. “In un periodo di crisi come quello attuale la politica umbra deve prendere una posizione forte e dire no con fermezza alla richiesta di 200 mila euro degli ex presidenti Atc”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale del Partito democratico, Luca Barberini, annunciando di volere presentare una nuova interrogazione all’Esecutivo di Palazzo Donini sui compensi aggiuntivi agli ex presidenti degli Ambiti territoriali di caccia (Atc), dopo quella dello scorso dicembre e la risposta fornita in merito dall’assessore regionale all’agricoltura, Fernanda Cecchini, e in seguito alla notizia della richiesta di “ulteriori indennita’ suppletive” da parte degli ex presidenti. “L’assessore all’agricoltura – spiega Barberini – ha spiegato che la Giunta regionale si e’ limitata ad adottare esclusivamente atti di propria competenza e quindi a stabilire soltanto i compensi mensili spettanti ai presidenti degli Atc per lo svolgimento della loro funzione. Il parere tecnico dell’ufficio legale della Regione ha poi evidenziato che la normativa regionale in materia non legittima in alcun modo il pagamento di indennita’ di fine mandato, stabilendo quindi un punto fermo secondo il quale gli ex presidenti Atc dovrebbero restituire i 15mila euro che si sono gia’ attribuiti come compensi aggiuntivi di fine mandato”. “A fronte di tutto cio’ – aggiunge il consigliere regionale del Pd – in questi giorni e’ emerso che gli ex presidenti degli Atc, sarebbero pronti a chiedere ulteriori 200mila euro a testa a titolo di arretrati e di indennita’ suppletiva, ricorrendo alle vie legali. Se tali voci venissero confermate e’ opportuna una presa di posizione forte da parte della politica regionale che non lasci alcuno spazio a simili e sconcertanti pretese: su questioni del genere non sono ammissibili silenzi imbarazzanti”. “In questo periodo di contenimento della spesa pubblica, in cui vengono chiesti grandi sacrifici ai cittadini – evidenzia Barberini – comportamenti del genere non sono tollerabili, soprattutto se provenienti da soggetti che per anni hanno gestito associazioni che utilizzano risorse pubbliche. Sara’ la magistratura a giudicare, ma credo che la classe politica e le istituzioni regionali abbiano il dovere morale di dare un segnale chiaro ai cittadini, adottando iniziative specifiche che dicano con fermezza che tali somme non sono dovute e che la politica umbra non avallera’ mai richieste simili”
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