martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Aziende faunistico e agrituristico-venatorie, “No” ad ampliamenti indiscriminati

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Federcaccia Provinciale di Perugia richiama l'attenzione sulla necessità di gestione e reale organizzazione.

 
Aziende faunistico e agrituristico-venatorie, “No” ad ampliamenti indiscriminati
Regione Umbria.  La Federcaccia Provinciale di Perugia torna a sottoporre all’attenzione generale quanto sta accadendo in questi ultimi tempi, circa il rilascio – da parte dell’amministrazione regionale, di ampliamenti di territorio alle aziende faunistico-venatorie. “Come associazione venatoria in questo ultimo anno abbiamo più volte sollecitato le istituzioni – fa sapere in una nota – affinché si avviasse un tavolo di confronto tra tutte le parti interessate sul rinnovo, rilascio e/o ampliamento delle concessioni alle aziende faunistico-venatorie e agrituristico-venatorie. Senza entrare nel merito del rispetto della legge nazionale e regionale e relativi regolamenti, al momento evidenziamo come sia stato quantomeno inopportuno ciò che è accaduto ultimamente. Ci riferiamo al fatto che si è proceduto ad ampliamenti di istituti privati a ridosso dell’apertura dell’attività venatoria su territorio già oggetto di ripopolamenti da parte degli Ambiti territoriali di caccia e delle associazioni venatorie e, tra l’altro, senza un doveroso coinvolgimento dei soggetti interessati, in primis le amministrazioni locali e relative comunità”.

Stante l’importanza attribuita agli istituti privati, se correttamente gestiti, l’associazione ritiene quindi “opportuno che quanto prima le Istituzioni avviino una seria e approfondita discussione tra tutte le parti interessate, a cominciare dalle associazioni venatorie e agricole, per far sì che le aziende faunistico-venatorie e agrituristico-venatorie tornino a svolgere il compito loro assegnato dalla legislazione nazionale e regionale, con una presenza omogenea e organizzata sul territorio, funzionale alla gestione della fauna stanziale, tale da evitare ingestibili ed insensate concentrazioni a livello comprensoriale o addirittura comunale”.

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