lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Bettona, si riaccende la polemica ambientale

Il passaggio all'allevamento di bovini preoccupa il Comitato locale, che accusa la giunta Frascarelli di mancanza di controllo sulle autorizzazioni. Il Comune ribatte: "Fatta la nostra parte, il nulla osta spetta alla Regione"

 
Bettona, si riaccende la polemica ambientale
Bettona. “Un ritorno al passato? E’ quello che temiamo!”. E’ il titolo, che desta allarme, scelto dal Comitato popolare dell’ambiente (Cpa) di Bettona, in risposta alla notizia delle autorizzazioni regionali che consentono agli allevatori locali di passare dall’allevamento dei suini a quello dei bovini. Il rischio, paventato dal Cpa, è il possibile ripetersi di uno scandalo simile a quello recente del depuratore, in cui era coinvolta proprio gran parte degli allevatori di suini della zona.

La risposta dell’amministrazione comunale di Bettona, accusata dallo stesso Comitato di non essersi opposta all’autorizzazione rilasciata dalla Regione, non si è fatta attendere. “Il Comune di Bettona – dichiara il sindaco Stefano Frascarelli – ha chiesto tutte le garanzie nelle procedure, ma alla fine è la Regione a rilasciare l’Aia (autorizzazione integrata ambientale). Una certificazione a cui concorrono diversi soggetti come l’Arpa e l’Usl. L’ente locale doveva solo verificare la sussistenza degli atti abilitativi delle stalle, ai fini della regolarità del sistema urbanistico e di quella dei pozzi dichiarati per l’attingimento dell’acqua”. “Il Comune – prosegue il sindaco – ha fatto un passo in più verificando la regolarità degli allevamenti autorizzati tramite lo studio legale Mariano-Marini e l’avvocato Matteo Frenguelli che, avendoci già assistito in numerosi ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato per questioni di carattere igenico-sanitario, risoltesi poi a nostro favore, ha confermato l’effettivo possesso dell’atto formale di autorizzazione regionale in mano agli allevatori privati che ne avevano fatto richiesta”. “Per questo”, conclude Frascarelli, “riteniamo offensivo nei confronti dell’impegno dell’amministrazione quanto scritto dal Comitato, tanto più che la non regolarità dei vecchi allevamenti di suini è stata puntualmente confermata dalle sentenze”.

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