dell’Universita’ di Perugia.
“La giunta regionale – ha sottolineato Vinti, secondo quanto riferisce una nota della Regione – da tempo ha individuato nella bioarchitettura e nell’edilizia sostenibile strumenti importanti per declinare il ‘diritto alla casa’ in Umbria e per qualificare le politiche pubbliche di edilizia abitativa”. “Insieme ai bandi per il sostegno alle locazioni e per i contributi all’acquisto della prima casa – ha sottolineato Vinti – la bioarchitettura assume un ruolo rilevante nell’ambito delle iniziative volte ad affrontare la crisi abitativa crescente. Basti pensare che nei primi due piani triennali di edilizia residenziale sono state impegnate risorse per contributi all’acquisto, fino ad un massimo di 35mila euro per ogni singola abitazione, che hanno consentito la realizzazione di 229 alloggi
con caratteristiche proprie dell’edilizia sostenibile e cioe’ con livelli di efficienza energetica ed ambientale sicuramente piu’ elevati dell’edilizia tradizionale nei Comuni di Foligno, Citta’ di Castello, Marsciano, Orvieto, San Giustino, Perugia, Calvi dell’Umbria, Terni ed Umbertide”.
“A questi interventi – ha proseguito l’assessore Vinti – vanno aggiunti quelli programmati nell’ambito del piano casa regionale di edilizia abitativa, che prevedeva la realizzazione, da parte di imprese di costruzioni e cooperative di abitazione, di interventi di nuova costruzione di bioarchitettura caratterizzati da elevati standard di sostenibilita’ ambientale e di risparmio energetico nei comuni classificati ad alta tensione abitativa ed in aree di proprieta’ pubblica. Sono stati ammessi definitivamente a finanziamento gli interventi dei comuni di Amelia, Corciano, Foligno, Perugia e Terni, i quali entro il prossimo mese di settembre dovranno iniziare i lavori di costruzione”.
“Questi interventi sperimentali – ha osservato l’assessore – testimoniano un impegno importante, seppur parziale e condizionato dalla progressiva e costante diminuzione dei finanziamenti statali per le politiche della casa, della Regione Umbria per un progetto ambizioso: la riconversione ecologica del settore delle costruzioni, finalizzato a cambiare il volto di un settore che in Europa utilizza quasi la meta’ dell’energia prodotta e fornisce circa la meta’ del totale dei rifiuti prodotti annualmente. Tale obiettivo in Umbria e’ stato rafforzato con l’emanazione della Legge regionale 17 del 2008 che disciplina la certificazione della ‘sostenibilita’ ambientale’ delle abitazioni. Infatti la Regione Umbria si e’ dotata di detta normativa che prevede la “certificazione della sostenibilita’ ambientale” degli edifici, facoltativa per gli operatori privati, mentre e’ obbligatoria per tutti gli interventi di ‘Social Housing’. Numerosi interventi tra quelli realizzati – ha aggiunto l’assessore – sono stati sottoposti a monitoraggio da parte del Centro di ricerca sull’inquinamento e sull’ambiente dell’Universita’ di Perugia ed i risultati che presentiamo in una apposita pubblicazione, per portare alla conoscenza di un pubblico piu’ vasto possibile di tecnici, imprese e semplici cittadini le nuove pratiche adottate, dimostrano il gradimento delle famiglie coinvolte ma anche la
riduzione dei consumi e l’incremento del confort abitativo”. “Il monitoraggio ha anche permesso di evidenziare – ha concluso Vinti – che, rispetto alla vita media di un edificio, in pochi anni possono essere recuperati i costi inizialmente piu’ elevati abitando edifici che invece di consumare energia, ne producono di pulita con benefici anche ambientali oltreche’ economici”
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