Lo stato delle indagini – Quale fosse il reale potenziale esplodente dell’ordigno verrà stabilito dagli accertamenti dei carabinieri di Perugia; successivamente la procura potrà valutare con quale reato aprire il fascicolo, nello specifico se sia ipotizzabile una violazione della legge sulle armi. Intanto continua a mancare qualsiasi tipo di rivendicazione, impossibile tuttavia non pensare alle migliaia di persone che hanno visto bruciati i propri risparmi (si parla di circa 27 milioni di euro solo in Umbria) nel crack di Banca Etruria e Banca delle Marche: nella filiale in questione sarebbero almeno sette o otto le persone che hanno registrato perdite consistenti. Anzi, le prime segnalazioni di truffe sarebbero arrivate alle associazioni dei consumatori proprio dalla zona di Ponte San Giovanni.
La posizione di Federconsumatori – “C’è molta tensione – spiega Alessandro Petruzzi di Federconsumatori – la gente è esasperata, un giorno dicono una cosa e il successivo la smentiscono e adesso sembra che prima di Pasqua non succederà niente. Questa gente ha perso tantissimi soldi, alcuni sono disperati. Ma io non credo che possano avere qualcosa a che fare con quanto accaduto a Ponte San Giovanni, sono persone per bene”. La stessa Federconsumatori ha da tempo depositato presso la procura (che ha aperto un fascicolo) un esposto con la documentazione raccolta dai correntisti truffati. È di poche ore prima del ritrovamento della bomba, poi, la notizia di una dilatazione dei tempi per gli indennizzi: sarà infatti necessario attendere febbraio per l’emanazione dei decreti che dovranno stabilire i criteri per le modalità di accesso al fondo di solidarietà dal 100 milioni previsto nella legge di stabilità.
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