Bruxelles La capitale belga sotto attacco terrorista questa mattina con due violente esplosioni nell’area imbarchi per gli Usa dell’aeroporto di Bruxelles che secondo fonti ospedaliere hanno fatto almeno 34 morti e oltre 190 feriti e poco dopo un’esplosione nella fermata della metropolitana di Maalbek, a pochi passi dalla sede della Commissione europea. Secondo fonti, c’è stata anche un’altra esplosione alla fermata Schumann. L’attacco all’aeroporto è avvenuto ai banchi accettazione dell’American Airlines, con la hall delle partenze completamente devastata. Scene di panico fra i passeggeri, che subito sono stati evacuati dallo scalo, che è stato chiuso. Testimoni riferiscono di migliaia di persone che per ragioni di sicurezza sono state fatte evacuare sulla pista, dove si trovano tuttora per capire che cosa fare. Altri raccontano inoltre di aver sentito degli spari prima delle esplosioni e di aver udito delle grida in arabo. Secondo i media belgi, all’interno dello scalo è stata trovata anche una bomba inesplosa.
Allarme ai massimi livelli E’ stato predisposto un piano di emergenza per deviare i voli su Charleroi, sono stati interrotti i collegamenti ferroviari da e per l’aeroporto. Il governo belga ha subito convocato il consiglio di sicurezza ed è stato alzato al massimo livello previsto l’allarme in tutto il paese. Poco dopo, un’esplosione nella stazione della metropolitana di Maalbeek, a due passi dalla Commissione Ue: su twitter immagini di fumo sulla strada, mentre fonti all’agenzia belga riferiscono di un’altra esplosione nella stazione della metropolitana di Schumann, molto vicina a quella di Maelbeek. Città blindata, esercito in strada, traffico completamente paralizzato per permettere il passaggio delle ambulanze.
Nessuna vittima italiana Tra le vittime però non risultano italiani, come ha confermato il ministro degli Esteri Gentiloni mentre il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha convocato per oggi alle 15 al Viminale il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica per valutare “ulteriori misure di contrasto e prevenzione alla minaccia terroristica”. Alfano, in stretto contatto con i vertici delle forze di polizia e dei servizi di intelligence, ha espresso il cordoglio per l’attentato: “il mio pensiero va ai familiari delle vittime e alle persone coinvolte in questo efferato attacco terroristico che ha colpito il cuore dell’Europa”.
Il messaggio del presidente Marini Momenti di paura sono stati vissuti anche dai funzionari della Regione a Bruxelles. “Siamo in contatto con tutti i nostri amici e conoscenti – ha scritto su Facebook il presidente della Regione Marini – che lavorano presso le sedi delle regioni e delle istituzioni europee. Sono vicina a Livia, Paola, Valeria che lavorano presso la sede della Regione Umbria. Sono angosciata e rattristata, siamo nel terrore… Quante volte transito li andando e tornando da Bruxelles…. Siamo colpiti nel cuore della nostra Europa che pur nelle sue fragilità rappresenta il simbolo della democrazia nel mondo….la mia mente va alle persone in aereoporto e mi vedo nelle loro vite…..può accadere a ciascuno di noi”.
Vive per miracolo “La bomba alla metropolitana era proprio sulla nostra linea ed è esplosa nell’orario in cui di solito veniamo al lavoro ma la prudenza ci ha consigliato di usare i bus o spostarci a piedi. Così l’abbiamo evitata”: a raccontarlo è Maria Paola Simone, responsabile della sede della Regione Umbria a Bruxelles. Che all’Ansa ora dice: “è un inferno”. La sede della Regione si trova proprio nella zona degli attentati, a ridosso delle istituzioni europee. “Poteva andare molto peggio – rivela, con voce apparentemente serena, la Simone – perché le esplosioni sono state a catena. Siamo arrivate in sede prima degli attentati, spostandoci a piedi o in autobus perché da qualche giorno si era capito che per prudenza era meglio non prendere la metro”. La Simone e le colleghe Livia Menichetti e Valeria Todisco sono subito riuscite a contattare e rassicurare le famiglie in Italia. Tramite i social network o WhatsApp perché i telefoni hanno funzionato solo a tratti. “Ci ha subito chiamato personalmente la presidente – sottolinea – per informarsi di come stiamo. Per fortuna tutte bene”. Le tre funzionare ora sono bloccate negli uffici. “Anche perchè – conclude Maria Paola Simone – la cosa più pericolosa che si potrebbe fare ora sarebbe muoversi”.
L’Isis rivendica l’attacco Sul social network Telegram in tarda mattinata è arrivata la rivendicazione dell’Isis postata dall’agenzia di stampa “Amaq”, che fa capo al gruppo terroristico. Nel messaggio viene enfatizzata la rapidità con cui sono stati condotti gli attacchi e vengono annunciati ulteriori attentati in Europa.
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