lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

“Cara Thyssen Krupp, pagherai tutti i danni che cagioni”

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

La denuncia di Andrea Liberati, Movimento 5 Stelle: " Un pervasivo e sistematico inquinamento assecondato da politica e sindacati"

 
Terni. “Sono anni che denunciamo l’obsolescenza di segmenti importanti degli impianti siderurgici di Terni: abitando nei dintorni delle Acciaierie, posso personalmente testimoniare come l’incidente della c.d. fumata rossa, sprigionatasi platealmente venerdì scorso, non sia un caso episodico. Certi cieli variopinti su Terni sono ben visibili a chi ha occhi per vedere. Certe emissioni non captate si ripetono infatti da tempo, in varia misura e con una propria regolarità”.

L’inquinamento – Sono accuse pesanti quelle lanciate da Andrea Liberati, neo eletto in consiglio regionale del Movimento 5 Stelle. Ternano, Liberati conosce molto bene i problemi di inquinamento che, da sempre, soffocano la città dell’acciaio. L’ultimo, solo in ordine di tempo, quello di sabato 14 giugno, quando da uno dei camini si è alzata una densa nube di colore marrone. Le foto della fumata hanno fatto il giro del web, mentre dall’Ast si sono affrettati a precisare che il fumo era dovuto al “malfunzionamento di una scheda elettronica nel sistema che comanda il complesso meccanismo di aspirazione dei fumi, ma non nella zona dei forni di fusione, bensì in un’altra parte dello stabilimento. Il fumo ha saturato il reparto ma nessun lavoratore ha subìto delle conseguenze  ed poi è filtrato attraverso il tetto. Il tecnici hanno riparato il guasto nel più breve tempo possibile e la situazione è tornata alla normalità”. “Tale pervasivo e sistematico inquinamento – prosegue la nota del consigliere – cagionato dal gruppo teutonico è la spia di un modo di fare di stampo paracoloniale benevolmente assecondato da numerose e interessate quinte colonne politiche e sindacali locali, parimenti assai tenere con la TK pure dopo i drammatici tagli occupazionali dell’estate scorsa, al di là dei teatrini di rito e nonostante l’azienda fosse ampiamente fuorilegge su versanti cruciali per la salute pubblica”.

I danni – “Noi, non da oggi – continua Liberati – scriviamo viceversa alla stessa TK, all’ARPA, al sindaco, alla Provincia (ora dirette dalla stessa persona) fino alla Regione, al Governo e alla Magistratura medesima per segnalare i gravissimi insulti all’uomo e al Creato determinati da questo disinvolto modo di fare da parte della multinazionale. Certo è che, unitamente al M5S comunale e nazionale, a questo punto lavoreremo affinché la Thyssen Krupp e i suoi famigli paghino tutti i danni causati alla nostra salute, alle nostre vite, alla nostra alimentazione da buttare, ai beni mobili e immobili: cari signori, iniziano tempi nuovi!”.”La pugna va avanti da anni, nell’indifferenza di tanti; una battaglia tuttora aperta, condotta fino in sede ministeriale. Risultati?”

La complicità della politica – Se la prende con la politica vecchio stampo il consigliere dei 5 Stelle, colpevole, a suo dire, di aver contribuito di fatto e di diritto ad affossare l’azienda, “proseguendo con nascondimenti affatto lirici, con liturgie da dinosauri, con conflitti di interesse ancora da dichiarare, coi suoi partiti finanziati da Federacciai e da chissà chi altri, con clientelismi contenuti solo dalla crisi, intanto la libera Magistratura avvia con coraggio iniziative nuove, procedendo finalmente in direzione del ripristino della legalità contro le condotte talora turpi di una classe dirigente industriale, politica e sindacale più adusa all’ermetismo omertoso delle tre scimmiette che alla luce della verità. Quale verità? Le incontrovertibili contaminazioni di tutte le matrici, già profetizzate nelle missive allegate”.

La salute – La stessa ARPA, ricorda Liberati,  ha recentemente vergato parole pesantissime: l’Autorizzazione Integrata Ambientale “non garantisce gli standard ambientali”, ma si prosegue come sul Titanic, senza decidere alcunché, al di là della necessità di una nuova AIA. “Così, anziché impegnarsi nel coinvolgere la Cassa Depositi e Prestiti per riqualificare con le dovute cospicue risorse le nostre produzioni a spese degli avidi tedeschi, finora legibus soluti come altri non solo a Taranto, i citati dinosauri della politica ci mantengono in compagnia di impianti logori che costituiscono un pericolo quotidiano anzitutto per la salute dei lavoratori delle acciaierie, fratelli ridotti a carne da macello per via di un perverso sistema politico-economico-finanziario che trasforma in numeri meccanografici le vite umane.

Atmosfere corruttive? – In un simile contesto si sono ramificate atmosfere corruttive che, come dimostrano puntuali indagini giudiziarie, hanno connotato per anni alcune attività in seno all’azienda; attività dinanzi alle quali politici e sindacalisti apicali sono stati lungamente afoni, nell’auspicio che ovviamente non abbiano poi preso parte all’osceno banchetto. Attendiamo ulteriori sviluppi al riguardo”.

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