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Career Day, quando la cultura diventa “d’impresa”

L’Università per Stranieri di Perugia ha dedicato l'intera giornata odierna (11/05) alla ricerca attiva del lavoro: studenti dei corsi di laurea e dei corsi di lingua e cultura italiana si interfacciano con 27 realtà imprenditoriali.

 
Career Day, quando la cultura diventa “d’impresa”
Perugia.  Cultura e impresa. Cultura d’impresa. Un rapporto interdipendente e direttamente proporzionale. Perché se cresce il placement dei giovani talenti nelle realtà imprenditoriali, sia a livello nazionale che internazionale, cresce anche il prestigio del mondo accademico, che si fa promotore di iniziative volte al potenziamento di attività di intermediazione al lavoro e all’inserimento professionale dei neo-laureati.

Colloqui di lavoro, individuali o di gruppo, presentazioni aziendali, workshop tematici di orientamento, consulenza sulla redazione di un Curriculum Vitae funzionale alla presentazione del proprio profilo professionale: sono questi i canali (e gli strumenti) di ricerca attiva del lavoro promossi dall’Università per Stranieri di Perugia, nell’intera giornata di mercoledì 11 maggio, dalle 10 alle 18, a palazzo Gallenga (aula magna, sala Goldoni, aula XII) nell’ambito della prima edizione del Career Day, l’iniziativa patrocinata dalla Regione Umbria e dal Comune di Perugia e organizzata con il contributo della Camera di Commercio di Perugia, in collaborazione con Confindustria Umbria e con l’Associazione Piccole Medie Imprese dell’Umbria (circa 600 aziende nel perugino e nel ternano), che intende offrire agli studenti e ai laureati dei corsi di laurea e agli studenti dei corsi di lingua e cultura italiana di livello avanzato (B2, C1, C2) la possibilità di confrontarsi con le esigenze di recruiting delle aziende.

In tutto 27. Perché, dopo il successo riscontrato, lo scorso anno, dal Job Day, il numero delle realtà imprenditoriali che desiderano non solo autopromuoversi, ma incontrare il mondo accademico e valutare quali siano i profili professionali più vicini alle proprie esigenze e ai propri piani di sviluppo aziendale, è stato incrementato considerevolmente. Fra le aziende e gli enti partecipanti, l’Organizzazione Non Governativa indipendente Amnesty International, APMI Umbria, l’Associazione Piccole e Medie Imprese della regione, per la categoria “associazione imprenditoriale”, Brunello Cucinelli per il settore abbigliamento e confezioni, uno dei brand più esclusivi a livello mondiale nel settore del prêt-à-porter chic (oltre 60, i Paesi di distribuzione del brand), il Comitato Italiano per l’Unicef – Onlus, quale parte integrante della struttura globale dell’Unicef – Fondo delle Nazione Unite per l’Infanzia, Creativi Associati S.n.c., con un’esperienza quindicennale nel settore della comunicazione e del marketing (grafica, editoria, web, copywriting); e ancora Eni S.p.a., che opera nella filiera dell’energia, nell’ estrazione di olio e gas naturale e nell’approvigionamento di gas naturale, GNL, energia elettrica e carburanti, Lungarotti, attiva, dal 1962, nel settore della produzione vinicola, Ma.Co.Fin. S.r.l., società ingegneristica che fornisce progettazione integrata di opere civili ed impianti, Nestlé italiana S.p.a., nel settore dell’industria alimentare (food and beverage), UniCredit S.p.a., banca leader in Italia, nonché uno dei maggiori gruppi finanziari europei. Ad ogni settore di attività corrispondono, sulla base di un rapporto direttamente proporzionale, delle specifiche aree disciplinari di interesse (Scienze della comunicazione e Relazioni internazionali per UniCredit S.p.a., Comunicazione pubblicitaria, storytelling e cultura d’immagine per Eni S.p.a., Comunicazione, Promozione Made in Italy, Marketing per APMI Umbria).

In Sala Goldoni, fino alle 15, presentazioni aziendali di Lungarotti, Umbria Cuscinetti S.p.a., Nestlé Italiana S.p.a, Creativi Associati S.n.c.; workshop di orientamento al lavoro, in aula XII, fra cui, quelli promossi e organizzati in collaborazione con Amnesty International (“Diritti Umani e Ong: i giovani e le carriere internazionali) e con Gi Group S.p.a. (“Il colloquio di lavoro e i processi di selezione”). E proprio di procedimenti selettivi, di reclutamento del personale e della redazione di curricula funzionali alla presentazione del proprio profilo professionale alle aziende, abbiamo parlato con Marco Menichelli, referente del settore edilizia dell’AMPIUmbria, oggi in rappresentanza della MaCoFin Engineering, e con Angela Canestrelli, dell’area commerciale, sindacale e convenzioni della stessa associazione, che il 22 febbraio scorso ha siglato un protocollo di intesa con l’Università per Stranieri di Perugia ed emesso un Bando Smart (Export Manager per PMI) con il medesimo Ateneo. “Il formato europeo per il Curriculum Vitae – ha affermato Marco Menichelli – è ancora valido, ma esistono dei formati molto più semplici e intuitivi, di facile lettura per chi lo riceve: colui che si presenta deve dare poche informazioni e precise. Iniziative come queste sono utilissime: è efficace connettere il mondo accademico a quello aziendale. Anzi, la settorializzazione verso un’attività dovrebbe cominciare direttamente dalle Scuole Medie Superiori, per far sì che i ragazzi prendano dimestichezza fin da subito con il lavoro manuale”.

Angela Canestrelli, quanto all’iniziativa di oggi, afferma: “L’evento è estremamente importante, perché funge da raccordo fra il mondo accademico e quello imprenditoriale, una connessione, questa, che spesso sfugge alle aziende. Occorre fare cultura di impresa: molto spesso le aziende nutrono diffidenza rispetto ai profili dei laureati, perché pensano la loro sia una dimensione molto più teorica che pratico-operativa. I giovani devono imparare a presentarsi bene nelle aziende, ad affacciarsi in modo efficace al mercato del lavoro: non basta essere laureati, bisogna imparare a comunicare con le imprese, che spesso non sono abituate ad interfacciarsi con il mondo accademico, anche in termini di relazioni con le associazioni. Il curriculum rappresenta una vetrina per il candidato: il consiglio è la brevità e la sintesi, con il mettere in evidenza, a seconda dell’interlocutore, le proprie esperienze curriculari, sia di studi effettuati che di esperienze lavorative, provvedendo a personalizzarle rispetto alla realtà imprenditoriale di riferimento”. Ma cosa ne pensano gli studenti? Dario Fiorenza, studente di Comunicazione Pubblicitaria, sostiene che “un evento di questo tipo dovrebbe avere una cadenza annuale, in quanto punto di incontro fra Università e mondo lavorativo. L’interazione fra i due ambiti è fondamentale. Quanto al curriculum, penso che sia uno strumento efficace per presentarsi: l’aspetto creativo, un layout particolare possono di certo aiutare, ma trovo il formato europeo ancora istituzionale. Credo che uno strumento indispensabile per la promozione delle aziende siano, oggi, i social”.

Florence Mouwendji Libimbi, studentessa di Comunicazione Pubblicitaria, che ha partecipato al Workshop promosso da Warredoc, sulla gestione delle risorse idriche e dell’ambiente, ha commentato: “Questo evento è stato interessante, in quanto ci ha permesso di approcciarci ad un altro modo di raccontare storie – Storytelling e Cultura di Immagine sono gli altri ambiti interdisciplinari studiati nell’ambito di questo corso di laurea (n.d.r.) –  attraverso il digital mapping, con possibilità lavorative nel settore della comunicazione, del marketing  e della cooperazione internazionale”.

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