I dati forniti da Ricciarelli sono stati il perno attorno al quale ha ruotato l’incontro con i quadri e dirigenti sindacali Cisl dell’Umbria. Approfondite, inoltre, anche le proposte di riforma del sistema degli ammortizzatori sociali per le piccole imprese. Giudicata, a tal proposito, molto negativamente l’intenzione del Governo di ridurre la platea del beneficiari con l’esclusione di apprendisti, soci-lavoratori, somministrati e lavoranti a domicilio (in Umbria oltre 10 mila persone) e di innalzare i requisiti soggettivi per l’accesso alla Cigd da 3 a 12 mesi di contribuzione versata, escludendo dall’intervento della Cassa le persone che perdono il posto di lavoro per cessazioni di attività produttiva. Ricciarelli ha giudicato molto gravi tali restrizioni che rischiano di lasciare da sole in una fase di crisi ancora acuta migliaia di persone senza un minimo e vitale sostegno al reddito quando, al contrario, sarebbe necessario estenderlo anche ad altre forme di lavoro precario. Per non parlare, poi, del grave disagio dei tanti giovani inoccupati, esclusi da qualsiasi sistema di aiuto pubblico di carattere universalistico.
Queste le premesse, Ricciarelli, ha chiesto agli organi di vigilanza di attivare tutte quelle azioni necessarie per evitare l’uso improprio della Cassa integrazione in deroga, sollecitando inoltre con forza l’esigenza di mettere in campo anche in Umbria un robusto intervento dei fondi bilaterali di solidarietà, per garantire un intervento di sostegno al reddito integrativo e aggiuntivo a quello pubblico, per scoraggiare licenziamenti e contribuire a tenere acceso il legame fra lavoratori e imprese, senza disperdere professionalità preziose e utili nella fase di ripresa. L’intervento più importante da fare a tale scopo, è stato detto, è potenziare e sostenere al meglio i contratti di solidarietà anche nelle piccole imprese adeguandone le risorse, le coperture al reddito e la semplificazione burocratica.
Per il segretario regionale Cisl Umbria Claudio Ricciarelli si impone inoltre l’esigenza di accompagnare le politiche passive di sostegno al reddito con efficaci e coordinate azioni di politica attiva del lavoro mettendo a sistema orientamento, formazione, servizi per l’impiego e aiuti all’occupazione in un riformato e qualificato sistema regionale che, lungi dal pensare di creare lavoro solo con le leggi, sia capace di accompagnare le politiche per la crescita e la promozione di attività innovative anche con la creazione di nuovo lavoro, in particolare per i giovani.
Per questo sarà importante, ha sottolineato Ricciarelli, gestire bene la nuova azione promossa dall’Unione Europea “garanzia giovani” per la quale anche l’Umbria potrà contare su un contributo importante (oltre 20 milioni di euro) rivolto a tutti i giovani da 15 ai 25 anni, inoccupati (in Umbria quasi 20 mila) e iscritti presso i Centri per l’Impiego per garantire loro, in un tempo di 4 mesi, almeno una di queste tre possibilità: un lavoro, un tirocinio formativo, un corso di formazione per acquisire una qualifica utile ad un inserimento lavorativo. Serve perciò riorganizzare servizi per l’impiego pubblici/privati adeguati, coinvolgere i soggetti economici interessati e attivare la collaborazione del sindacato e delle sue strutture (a partire dai Patronati) per garantire un utile servizio di informazione, accoglienza a tutti i giovani interessati.
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