Priorità quali, ad esempio, la necessità di rimodulare gli investimenti tra ospedale e territorio, “evitando di alimentare una visione ospedalocentrica”; l’arricchimento dell’offerta nella sanità territoriale; la strutturazione e l’ampliamento dell’esperienza delle Case della Salute (“una per ogni distretto, senza eccezioni, ed H24”). E ancora, la “Medicina di iniziativa”, il rafforzamento dei consultori, l’ampliamento del sostegno alla domiciliarità “per ridurre il ricorso improprio o eccessivo ai ricoveri ospedalieri,” e, naturalmente, il fondo per la non autosufficienza. “È inoltre necessario fare di più per omogeneizzare la qualità dei servizi, ma anche degli ambienti di lavoro, persuperare difformità di diffusione territoriale e di trattamento dei cittadini. Chiediamo di monitorare, in questa ottica, il sistema degli appalti e degli affidamenti, perché laddove almeno il 75% del costo è dato dalla spesa per il personale, occorre la garanzia delle clausole sociali e la scelta non può basarsi sui maggiori ribassi”.
Inoltre, i dati segnalano l’aumento consistente del numero delle persone che in Umbria, nell’ultimo anno, hanno rinunciato a prestazioni sanitarie o all’acquisto di farmaci, a causa di motivi economici o carenze delle strutture di offerta. “Per questo – hanno affermato – chiediamo di elaborare un piano di fattibilità per allargare le fasce di esenzione, rivedendo i ticket e non aggiungendone altri. Constatiamo che, nonostante gli sforzi organizzativi fatti per contenere le liste di attesa, il problema permane e resta una criticità pesante per le famiglie. Per questo servirebbero maggiori risultati subito, mettendo in sinergia i servizi territoriali e predisponendo percorsi organizzativi diversi e programmati per chi effettua accertamenti per esigenze di prevenzione o di controllo periodico. Il momento delicato che vive la nostra regione imporrebbe di parlare e misurarsi nei contenuti, quindi obbligherebbe la politica a superare le zuffe di cortile, per occuparsi dei problemi della popolazione umbra, in sofferenza da anni. Il sindacato, per quanto nelle sue possibilità, è pronto a dare il proprio contributo”.
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