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Cgil Perugia, proseguono gli incontri tra territori sul nodo delle infrastrutture
di Redazione Perugia Online - 3 settembre 2015Sono positivi gli incontri che si sviluppano tra i diversi territori dell’Umbria e delle Marche, come quello che si è fatto la settimana scorsa a Colfiorito, sulla viabilità
Regione Umbria. Da tempo con uguale intensità si sviluppano incontri tra i territori dell’alto Tevere con la Toscana e le Marche, per il collegamento della E78. Sicuramente la fase di crisi che sta vivendo l’Umbria, ma non solo, basta pensare ai territori di confine delle Marche colpiti dalla crisi dell’elettrodomestico, spinge verso soluzioni che possano portare nuove occasioni di sviluppo. Ma il tema è, come l’Umbria si presenta, in questa nuova fase, dove a livello politico e istituzionale si parla di grandi aggregazioni regionali. La fase di maggior intensità per lo sviluppo delle popolazioni Umbre è stata la prima fase regionalista, dove il movimento dei lavoratori e dei contadini si è intrecciato con una nuova imprenditoria emergente e nuove classi dirigenti politiche amministrative,in un processo di riformatore molto forte, basta ricordare il piano di SVILUPPO dell’UMBRIA. E’ necessario per questi nuovi appuntamenti avere quel approccio, sicuramente con soggetti sociali diversi e con interlocutori nuovi, ma il processo deve avere quel passo; le popolazioni dell’Umbria verso una nuova idea di assetti amministrativi che non mortifica le specificità dell’Umbria, ma le esalta e le valorizza in un processo unitario. Più ampio. Non si può andare a ranghi separati e l’Umbria deve andare tutta intera agli appuntamenti per questa nuova stagione e non in maniera frammentata portando avanti un disegno unitaria dell’Italia di mezzo. Infrastrutture (su tutte la Fano-Grosseto e la Perugia-Ancona), ma non solo: ambiente, territorio, patrimonio agroalimentare, cultura, eccellenze universitarie, ma anche welfare e sistema manifatturiero: è a partire da qui che è possibile dare un contributo ad una area importante del paese per uscire dalla crisi. E, in questa ottica, i fondi europei rappresentano un’occasione importante, purché si assuma la logica che da soli non possono essere sufficienti e che non basta spendere le risorse (magari con finanziamenti a pioggia alle imprese), ma occorre spenderle bene, puntando alla creazione di lavoro stabile e dignitoso. Su questi temi è necessario aprire il confronto e capire che cosa possono fare i soggetti sociali come la CGIL che rappresenta tanta parte dei lavoratori Umbri, insieme con altri attori sociali e istituzionali.
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