martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Cgil Umbria: “la Regione stabilizzi i precari e definisca il riordino istituzionale prima di nuovi concorsi”

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Concorsi di dubbia legittimità e bandi di assunzione per dirigenti. Il sindacato si scaglia contro "la politica che interferisce impropriamente sulla gestione di una efficiente pubblica amministrazione"

 
Cgil Umbria: “la Regione stabilizzi i precari e definisca il riordino istituzionale prima di nuovi concorsi”
Perugia. “E’ la politica che interferisce impropriamente sulla gestione di una efficiente pubblica amministrazione! E poi se la prendono con i fannulloni. Certo che ci sono i fannulloni, e sono pure intoccabili. Se lo possono insomma permettere, perché godono della corazza protettiva della politica. La “cattiva” politica interviene condizionando pesantemente le assunzioni, gli incarichi e le carriere in un sistema in cui il merito non solo non è ricercato, è talvolta dannoso”. E’ questo il commento di Vanda Scarpelli, segretaria generale FP CGIL Umbria, sulla polemica che si è accesa nei giorni scorsi dopo che era uscito fuori un bando per l’assunzione di un dirigente in Regione.

Nuove assunzioni nocive – “Lo stiamo vedendo in questi giorni anche in Umbria – prosegue la nota della Scarpelli – ci sono da collocare i dipendenti delle Province, la Regione ha in carico circa 65 precari; ci sono 36 precari della Legge 61, quelli della ricostruzione post-sisma del 1997; e non parliamo dei quasi mille precari di tutte le categorie presenti in sanità.E la Regione, gli enti locali e le aziende sanitarie cosa fanno? Assumono. Con concorsi per profili che sembrano “ritratti”, con incarichi di dubbia legittimità, avvisi per incrementare a decine i precari in sanità, invece di fare i concorsi a tempo indeterminato secondo la normativa vigente. Nuove assunzioni alla Regione, e perfino si aggiunge un altro dirigente, come già denunciato. Si utilizzano incarichi fantasiosi di referenza per coprire strutture (semplice o complessa che sia) come è successo ad esempio al Pronto Soccorso di Orvieto. Primariati e responsabilità di dipartimento nelle aziende sanitarie assegnati talvolta con impropri condizionamenti. Tutto ciò in barba al Decreto Letta per la stabilizzazione dei precari, al DPCM che è in via di approvazione per la stabilizzazione dei precari in sanità, ai numerosi piani di stabilizzazione approvati e finanziati dalla stessa Regione, all’accordo di programma che avrebbe dovuto stabilizzare tutti i lavoratori della legge 61.Proprio questi lavoratori sono un esempio classico di una politica che mortifica il lavoro. Sfruttati da oltre 15 anni, hanno consentito alla Regione di gestire la ricostruzione e il flusso di denaro ad essa collegata. Le risorse son servite a tutta la regione e per tante cose, ma non per assicurare loro un futuro. Oggi si trovano ad essere umiliati con incarichi prorogati di mese in mese.

L’appello – La FP CGIL chiede procedure concorsuali corrette e trasparenti ad ogni livello: “chiediamo di affrontare immediatamente il problema dei precari ex legge 61 e di tutti gli enti locali, nonché di affrontare il piano di stabilizzazione per i precari della sanità con un piano certo di assunzioni a tempo indeterminato. Chiediamo inoltre che si definisca in tempi congrui la legge sul riordino istituzionale nella nostra regione e si definiscano funzioni e risorse con la riallocazione del personale della Provincia e con la loro stabilizzazione definitiva. Solo successivamente si potrà procedere ad altre assunzioni necessarie. Questa potrebbe essere il percorso di una “buona politica” che tutela servizi ed occupazione”.

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