La polemica – Per questo, con buona pace dei tanti appassionati e sostenitori del festival, si era ripiegato con qualche piccolo evento in città per finanziare un’edizione, futura, della manifestazione. Ma oggi riesplode di nuovo la polemica, dopo che gli organizzatori, dicono, sono venuti a conoscenza di alcune affermazioni fatte dall’assessore regionale alla cultura Fabrizio Bracco in occasione della conferenza stampa di presentazione di un altro evento, Moon in June.
Le affermazioni della discordia – Stando a quanto riportano dal Rabbit Fest, l’assessore Bracco “avrebbe dichiarato che il RabbitFest non è mai andato in Regione a parlare con lui per esporre le difficoltà economiche che di fatto hanno impedito all’Associazione Culturale Skunk la realizzazione della sesta edizione del festival”. Per quanto sicuramente in buona fede, “L’assessore mentiva – dice la nota diffusa dall’associazione – e ci sembra giusto farlo presente, non solo perché noi non eravamo presenti alla conferenza e dunque non abbiamo avuto modo di rispondergli direttamente, ma anche perché in qualità di organizzatori ci siamo rivolti a tutte le Istituzioni cittadine affinché intervenissero a sostegno del Festival Internazionale di Cinema di Animazione. Abbiamo parlato con l’assessore comunale alla Cultura, Teresa Severini e abbiamo parlato anche con il dott. Bracco, il quale se ha difficoltà a ricordare, può sempre controllare gli appuntamenti che aveva in data 4 marzo 2015. Noi siamo stati ricevuti da lui alle ore 16.30 di quel giorno e abbiamo parlato abbastanza a lungo della situazione in cui versava il festival. Magari il dott. Bracco si è dimenticato anche di quello che ci disse in quella sede ma potremmo ricordaglielo noi, se volesse. Inutile dire che in qualità di operatori culturali e organizzatori del RabbitFest, ci sentiamo offesi e diffamati, non solo perché le dichiarazioni dell’assessore erano false e indirettamente sottintendevano il non impegno degli organizzatori a voler salvare il festival, ma anche perché questo significa che a Perugia, in ambito culturale, non ci sono interlocutori affidabili e degni di essere presi in considerazione”.”Con infinita amarezza – scrivono ancora gli organizzatori – ci auguriamo che episodi del genere non si verifichino più e ci aspettiamo chiarimenti e scuse dal dott. Bracco”
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