Perugia. Associazione mafiosa, usura, estorsioni, droga, incendi, minacce di morte, prostituzione. Questi i reati contestati nell’inchiesta “Quarto passo” coordinata dalla procura antimafia di Perugia e che ha delineato il tipico scenario della mafia calabrese. La scura macchia della mafia, per un decennio, ha seminato il panico tra gli imprenditori locali, toccando il già delicato spirito dell’economia umbra. Nei video di alcune intercettazioni fatte durante le indagini, alcuni frasi chiave. Il dialetto umbro mischiato a quello calabrese mette in luce come la mafia non abbia nessun confine e come abbia messo le radici anche in Umbria. In una, la vittima, racconta di aver rievuto chiare minacce di morte, in un’altra si parla chiaramente di pizzo. Nell’ultima, infine, si fa riferimento ai conflitti esistenti tra due copisterie rivali.
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