Il testo – É stato scritto da Antonio Serrano Direttore del Teatro dei Conciatori di Roma e dalla stessa protagonista sulla scena, Gianna Paola Scaffidi che interpreta Clara Schumann. La Scaffidi è un’attrice di teatro, cinema e televisione il suo curriculum è ricco, infatti, di collaborazioni importanti. E’ una delle protagoniste di alcune famose serie televisive: Incantesimo, Orgoglio, Provaci ancora Prof., e altre. Ha lavorato anche nel cinema, ricordiamo Tre metri sopra il cielo e Le conseguenze dell’amore. Dirige con Antonio Serrano la scuola di teatro “La Fucina di Motori Teatrali”. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro di Conciatori, una delle realtà più interessanti dell’ultima scena romana.
Lo spettacolo – É ambientato nel 1856, pochi giorni prima della morte di Robert Schumann in un ospedale psichiatrico. Protagonista della storia è Clara Wieck, appunto moglie del grande compositore e madre di otto bambini. Clara non vede il marito dal giorno del suo internamento che risale a oltre due anni prima e non accetta l’idea che a una donna “non è concesso di far visita al proprio marito”. Riesce a ottenere il permesso per visitarlo solo pochi giorni prima della sua morte. “E’ magro e gli occhi incavati sembravano spenti… forse non mi ha neppure riconosciuta…”. Ma la morte non spezza il legame che prepotentemente Clara ha voluto costruire. E sembra che davvero Robert sia ancora lì, accanto a lei che guida le sue dita sui tasti del pianoforte, che l’aiuta a girare le pagine del diario che tenevano insieme, che la esorta a riprendere la sua attività di concertista. Lo spettacolo è un intenso monologo i cui passaggi emotivi sono sottolineati da note musicali suonate dal vivo. Quello che la scena ci restituisce è l’immagine di una donna forte, che ha saputo imporre la propria volontà in ogni cosa nella sua vita, a partire dal suo matrimonio con Robert Schumann contro la volontà del padre. Ne scaturisce il profilo di una donna emancipata e libera, insomma una donna dei giorni nostri. Un esempio di forza e tenacia che vorrebbe trattenere il suo amato coniuge ripercorrendo, in modo quasi geometrico e compulsivo, alcuni momenti della vita passata insieme.
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