Quanto al programma, “Insieme per Cambiare” ne fa una questione di metodo, che deve precedere qualunque progetto si abbia in mente di realizzare: “Il Comune deve tornare a fare il Comune ed amministrare per tutti e non solo per una parte. Deve tornare a garantire a tutti i servizi che gli compete erogare, osservando i criteri della condivisione, trasparenza e sostenibilità. L’utente deve sapere se una cosa si può fare o meno ed in quali tempi. Tra le possibili interpretazioni di una norma, gli uffici pubblici debbono osservare quella più favorevole per il cittadino e, per fare questo, occorre che il dialogo con i cittadini e con le associazioni sia costante e collaborativo. Un’amministrazione che dice sempre ‘no’ è destinata a fallire”.
Nel dettaglio, Gareggia ed i suoi prima di tutto ritengono necessario “stare con i piedi per terra” e “verificare la situazione finanziaria dell’ente senza favoleggiare chissà quali obiettivi fantasiosi. Qui a Cannara, abbiamo bisogno di ripristinare le condizioni minime di vivibilità: spazi pubblici puliti e decorosi, infrastrutture e servizi funzionanti, strade su cui poter circolare in modo sicuro e marciapiedi percorribili. Sotto l’aspetto urbanistico, prima di immaginare soluzioni a ruota libera sulle aree dismesse occorre un’opera di programmazione logica, che parta dal problema della esondabilità del fiume, risolto il quale si può procedere alla redazione di un Piano Regolatore che regoli tutte le altre questioni. La tassazione (addizionale Irpef e tassa sui rifiuti) è a livelli molto alti, senza che a ciò corrisponda un corrispettivo in termini di servizi: su questo terreno va innescato un circuito di comportamenti virtuosi premiando i cittadini che contribuiscono a rendere migliore il paese per esempio impegnandosi a differenziare i rifiuti ed va revocata la convenzione all’ente di riscossione dei tributi per il quale chiunque non paghi le tasse è un evasore, senza distinguere il reale evasore da chi non può pagare perché in difficoltà. Le associazioni civiche sono il nostro orgoglio, conosciute e apprezzate a livello regionale: nessuna di esse va trascurata ed il sostegno del Comune deve essere assicurato a tutte”.
“Il nostro programma è ulteriormente dettagliato e tocca tutti i punti critici su cui è necessario intervenire e propone un modello di sviluppo che si fonda su tre punti essenziali: attrazione di investimenti esterni e utilizzazioni fondi europei; rilancio del turismo: a partire dal nostro centro storico che deve tornare ad essere vivibile per i cittadini e fruibile per i visitatori anche instaurando una collaborazione con i centri turistici limitrofi; rilancio dalla produzione agricola di pregio (cipolla e vernaccia) ancora troppo poco conosciuta e che invece deve elevare Cannara a BRAND”.
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