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Comune svela per la prima volta atto eroico del cardinale Bassetti, durante alluvione a Firenze nel 1966, salvò il quartiere San Salvi da esplosione

Redazione Perugia Online

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Bassetti e alcuni giovani del rione di San Salvi si prodigarono per sventare l’esplosione di diversi fusti di carburo che avrebbero provocato morte e distruzione. Una suggestiva mostra fotografica per non dimenticare

 
Comune svela per la prima volta atto eroico del cardinale Bassetti, durante alluvione a Firenze nel 1966, salvò il quartiere San Salvi da esplosione
 Il Comune di Firenze, in occasione dell’inaugurazione della mostra fotografica ufficiale per il 50° dell’alluvione, nel quartiere 2, altra tappa di avvicinamento, nell’ambito delle celebrazioni per il 50° anniversario dell’alluvione, promosse dall’associazione Firenze Promuove (che dal 1994 organizza le cerimonie annuali), ha svelato, assieme a Firenze Promuove, portandolo alla luce per la prima volta, in quanto non se ne trova traccia sui giornali dell’epoca, l’atto eroico del Cardinale Bassetti e di alcuni giovani del rione di San Salvi che si prodigarono per sventare l’esplosione di diversi fusti di carburo che avrebbero provocato morte e distruzione. Don Gualtiero Bassetti, curato della parrocchia di San Salvi, assieme ad Aldo Bernardini, con la fidanzata Luciana Buccioni, a Franco Toti e ad un altro paio di giovani la mattina del 4 novembre 1966 si prodigò per mettere in salvo, in via San Salvi, 60 bidoni di idrocarburo stipati illegalmente in un magazzino, decidendo di aprirli in modo che non esplodessero a contatto con l’acqua. I quattro agirono da veri eroi perché il loro pronto intervento scongiurò un’esplosione che avrebbe provocato danni ingenti, e forse anche dei morti, come avvenne invece in via Scipione Ammirato, sempre nel quartiere 2, poco distante da via San Salvi, dove era presente un deposito del genere, e dove si registrò 1 morto. Sull’episodio di San Salvi, come su quello di via Scipione Ammirato, indagò la Procura di Firenze, che affidò l’indagine al Sostituto Procuratore Vittorio La Cava. Le indagini però non portarono all’individuazione dei proprietari dei fusti stipati illegalmente in via San Salvi. Al momento dell’inchiesta ci fu anche chi propose Bernardini, Toti e Bassetti per una onorificenza al Valor Civile, ma alla fine non se ne fece niente. Una pagina come tante altre, rimasta sconosciuta per tutti questi anni fino a quando, un paio di anni fa, la signora Luciana – spinta dalla volontà di commemorare gli scomparsi e ringraziare tutte quelle persone che agirono d’istinto, salvando, oltre alla propria, anche altre vite umane – si è rivolta al giornalista Franco Mariani e all’Associazione Firenze Promuove. “Sai Franco – ha detto recentemente il Cardinale Bassetti a Mariani – è tutto vero quello che racconta la signora Luciana. Mi ero dimenticato di quell’evento, e mi ha fatto piacere riviverlo, anche se è legato a un evento tragico per noi fiorentini”. Il Cardinale Bassetti ha già confermato a Franco Mariani che il 4 novembre sarà a Firenze per ricordare quanto avvenne 50 anni fa. “Oggi siamo contenti, come Consiglio di Quartiere 2, – ha detto il Presidente Michele Pierguidi – di poter contribuire a far rivivere una pagina importante della storia del nostro quartiere legata all’alluvione. Grazie poi all’energia signora Luciana Buccioni Bernardini, e all’approfondimento del giornalista Franco Mariani – che assieme al collega Mattia Lattanzi ha curato anche la mostra fotografica – abbiamo avuto anche la gioia di venire a conoscenza di un’atto di coraggio non registrato all’epoca dalle cronache cittadini. La signora Luciana per 50 anni ha custodito gelosamente quella memoria di quanto fecero ldo Bernardini, lei stessa, Franco Toti e un altro paio di giovani residenti della zona assieme ad un giovane pretino del nostro quartiere, don Gualtiero Bassetti, oggi diventato Arcivescovo e Cardinale. All’epoca, per il loro atto eroico, che consentì di mettere in sicurezza il carburo, che se fosse esploso sicuramente avrebbe provocato morti, feriti e distrutto case e negozi, i protagonisti furono segnalati per un riconoscimento pubblico, che non arrivò; oggi a distanza di 50 anni vogliamo noi dare a loro il giusto risalto e il ringraziamento della città e dell’intero quartiere di San Salvi”. “Quella di oggi – ha evidenziato Franco Mariani, Presidente di Firenze Promuove – è una delle tante pagine di storia dell’alluvione che sono state “scritte” con la loro azione da personaggi come la signora Luciana, ma che non sono mai fissate sulla carta. In vista del 50° anniversario da qui a dicembre prossimo ne racconteremo diverse, soprattutto in occasione delle varie tappe della mostra fotografica che vi ricordo è stata inaugurata dal Sottosegretario di Stato alla Pubblica Istruzione, On. Gabriele Toccafondi e vista anche da Papa Francesco quando ha visitato la Basilica della Santissima Annunziata”. L’Associazione Firenze Promuove dal 1994 organizza le cerimonie annuali in ricordo dell’alluvione e delle 35 vittime, oltre ad avere il più grande archivio video e fotografico sull’argomento. La mostra è composta da oltre 50 pannelli, curati dal giornalista Franco Mariani, storico dell’alluvione, assieme al giornalista Mattia Lattanzi, con tanto materiale inedito, grazie anche alla collaborazione dell’Archivio Storico del Comune, con tante nuove informazioni e storie mai raccontate sul tragico evento che ha colpito la città, e buona parte del nostro quartiere, la mattina del 4 novembre 1966 e che sapientemente e pazientemente Mariani sta raccogliendo da ben 20 anni. La mostra presenta foto a colori e in bianco e nero dell’alluvione e del dopo alluvione, fino ad arrivare alla storica visita di Papa Paolo VI la notte di Natale del 1966, 50 giorni dopo l’inondazione. Tra i documenti inediti: i principali giornali nazionali dell’epoca, oltre alle pagine del quotidiano La Nazione, foto provenienti dagli archivi della Scuola Sottufficiali dei Carabinieri di Piazza Stazione, della Scuola di Guerra Aerea delle Cascine, della Comunità ebraica, oltre a foto di privati cittadini. Pannelli interessanti anche quelli dedicato ai frati del laboratorio di restauro del libro a di Grottaferrata, che recuperarono oltre un migliaio di libri della biblioteca nazionale

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