“Ritengo, infatti, che la tassa di soggiorno rappresenta ad oggi un freno all’attività turistica della città. Con la mia proposta chiedo, quindi, di abolire questa imposta, che è di difficile comprensione, oltre che un deterrente turistico, che a Perugia ha frenato il movimento turistico verso il territorio, soprattutto per il turismo organizzato, per il quale pochi euro influiscono nella scelta di una destinazione a scapito di un’altra. Credo sia necessario, inoltre, coinvolgere gli imprenditori, che svolgono il ruolo di “esattori “ per il Comune, nella definizione dei progetti da finanziare per la promozione del turismo e dell’economia del territorio con gli introiti ottenuti fino ad oggi, grazie all’applicazione della tassa di soggiorno, dal momento che nelle casse comunali le relative entrate dovrebbero aggirarsi intorno ad 1 milione di euro. Occorre sfruttare al meglio le potenzialità della realtà turistica locale per capirne i limiti e le opportunità, senza dover penalizzare nessuno.”
“Ci tengo poi a sottolineare”- continua la consigliera Mori – “che Perugia è una delle poche città della nostra regione in cui ancora esiste questa imposta. E’ quindi logico che un turista scelga di pernottare in Comuni vicini dove non è obbligato a pagare nessun importo maggiore per il suo soggiorno”.
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