La ricerca. La ricerca “Food poverty, Food bank” arricchisce le statistiche ufficiali di Istat ed Eurostat, dando una lettura più approfondita. Non si parla più solo dei 6 milioni e 28mila “poveri assoluti” indicati dell’Istat, ma tra questi si va ad analizzare anche la “povertà alimentare” che colpisce 5 milioni e mezzo di italiani.
Il confronto con il 2007. Dall’analisi emerge un’inesorabile discesa italiana lungo un piano sempre più inclinato: la percentuale di famiglie che non si possono permettere un pasto proteico ogni due giorni è più che raddoppiato, passando dal 6% al 14%.
In Umbria il 7% della popolazione è povera. Nonostante l’emergenza alimentare sia a macchia di leopardo è il Sud a evidenziare le situazioni peggiori, con un’incidenza di povertà assoluta che oscilla tra il 3% del Trentino Alto Adige, il 7% dell’Umbria, il 9 della Campania e il 13 della Sicilia. Sono sempre più numerosi i cittadini che si rivolgono agli enti caritativi per ottenere il pacco di viveri, di vestiario o un posto alla mensa.
L’Italia come la Grecia. Per quanto riguarda la povertà alimentare percepita l’Italia è addirittura sui livelli della Grecia con il 14% di famiglie che dichiara di non potersi permettere un pasto proteico ogni due giorni contro il 13,8% della Grecia.
Le cause. È la perdita o la mancanza di un lavoro la prima causa (80% dei casi) di povertà oggi. Al secondo posto un reddito insufficiente per arrivare a fine mese e infine lo sfratto da casa.
Tag dell'articolo: banco alimentare, grecia, Istat, Italia, povert, Umbria.
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.
