martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

La crisi infinita dell’Umbria

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Presentato questa mattina il Focus Ires-Cgil sui dati economici: solo nel secondo trimestre 2014 persi altri 3.600 posti di lavoro. Sabato 25 ottobre a Roma la manifestazione nazionale, l'Umbria sarà rappresentata da un lavoratore dell'Ast

 
La crisi infinita dell’Umbria
Perugia. Il pavimento della crisi non si vede. I dati sull’occupazione, sulla produzione industriale e sui consumi continuano ad indicare un drammatico declino in Umbria. Intanto, all’Ast di Terni proseguono le provocazioni dell’azienda, da ultimo il clamoroso blitz notturno dell’amministratore delegato al picchetto dei lavoratori. La situazione richiede una rottura netta e un’inversione di tendenza radicale: anche per questo 5mila umbre e umbri raggiungeranno Roma sabato 25 ottobre, per partecipare alla manifestazione della Cgil contro il Jobs act del Governo Renzi e per chiedere che finalmente il lavoro sia rimesso al centro delle politiche del paese.

Il rapporto – Tanti i temi sul tavolo stamattina, 23 ottobre, nella conferenza stampa che la Cgil dell’Umbria ha tenuto a Perugia per presentare il nuovo Focus Economia Umbria, a cura dell’Ires Cgil Toscana, e fare il punto sulla partecipazione dall’Umbria alla manifestazione della Cgil nazionale di sabato: “Lavoro, dignità e uguaglianza. Per cambiare l’Italia”.

I numeri – Intanto i dati: “Siamo di fronte ad un ulteriore peggioramento del quadro – ha detto il segretario generale della Cgil Umbria, Mario Bravi, affiancato da Giuliana Renelli della segreteria regionale e Vincenzo Sgalla, segretario della Camera del Lavoro di Perugia – con altri 3.600 posti di lavoro persi nel secondo trimestre 2014 (dopo gli 8mila e 300 andati in fumo nel primo) e un rischio sempre più concreto di recessione e deflazione”. Ma il dato sull’occupazione, già di per sé drammatico, non è nemmeno esaustivo: “Non tiene conto delle migliaia di cassaintegrati – ha aggiunto Bravi – e nemmeno di quei 630 lavoratori ex Merloni che dal 12 ottobre sono entrati a tutti gli effetti nella folta schiera dei disoccupati”. Ci sono poi gli inattivi, che aumentano, mentre la dinamica dell’industria manifatturiera si caratterizza per un nuovo e inaspettato arretramento, con un indice che su base tendenziale perde l’1,7% dopo la fase di stagnazione registrata nel precedente trimestre (-0,1%). Ancora peggio fa il commercio al dettaglio (-3,3%), a dimostrazione di come quella in essere sia ormai soprattutto una crisi dei consumi, anche quelli essenziali (alimentari, sanità, etc.).

Precariato – Tornando al lavoro, un dato eclatante è quello sulla quota sempre più ridotta di occupazione stabile, a favore di forme precarie o comunque a tempo. “Chi, come il presidente Renzi, continua a predicare la necessità di flessibilizzare ancora il mercato del lavoro in Italia dovrebbe dare un’occhiata a questi dati – ha commentato Mario Bravi – perché in Umbria ormai nemmeno il 9% degli avviamenti sono a tempo indeterminato, tutto il resto ricade nella folta pletora di contratti a tempo, parasubordinati, precari e via dicendo”.Ecco perché la Cgil contesta radicalmente le ricette del governo, dal Jobs Act alla legge di stabilità: “Abbiamo anche un esempio clamoroso in casa nostra – ha continuato Bravi – come ha fatto notare la presidente della Regione, Catiuscia Marini, viviamo il paradosso di una multinazionale, la Thyssen, che a Terni riceverà un bonus di circa 7 milioni di euro dal taglio dell’Irap grazie alla manovra del governo Renzi, mentre manda a casa centinaia di lavoratori”.

La manifestazione a Roma – Se questo è il quadro di premessa, parlare delle ragioni della manifestazione di sabato 25 ottobre a Roma viene quasi da sé: “C’è bisogno di dare un segnale forte – ha detto ancora il segretario della Cgil dell’Umbria – e le adesioni che abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere ci dicono che questa necessità è largamente condivisa. Saremo almeno 5mila dall’Umbria, con tantissimi giovani, lavoratori, precari, studenti. Dalla regione partiranno oltre 60 pullman e poi molti si muoveranno con le auto e con i treni”.

Tk-Ast – Tra l’altro l’Umbria sarà rappresentata in piazza San Giovanni proprio da un lavoratore di Ast. “Stefano Garzuglia, delegato della Rsu delle Acciaierie per la Fiom Cgil – ha annunciato Bravi – parlerà dal palco per la categoria dei metalmeccanici e rappresentando anche le tante vertenze dell’Umbria”. “Ma sia chiaro – ha concluso Bravi – quella di sabato sarà una tappa importanza di una mobilitazione che è solo all’inizio. Già lunedì infatti noi segretari generali saremo di nuovo a Roma per decidere insieme le prossime tappe”.

Qui il rapporto completo Ires-Cgil Toscana

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