“Larga parte dei costi dell’iniziativa – ha spiegato in una conferenza stampa Roberto Sgalla, direttore delle Specialità della polizia di Stato – saranno coperti dalla Fondazione Ania per la sicurezza stradale ma l’idea e’ quella di farne un protocollo esteso a livello nazionale e della durata di tre anni: abbiamo chiesto perciò che a finanziarlo (la stima è di circa 700 milioni l’anno, ndr) sia il Dipartimento Antidroga della presidenza del Consiglio. Il nostro non è un discorso etico, non raccomandiamo agli italiani di non assumere certe sostanze ma di non mettersi alla guida dopo averlo eventualmente fatto: mancano ancora dati precisi ma le esperienze di altri Paesi europei ci confermano che l’incidenza dell’abuso di droghe sugli incidenti stradali è elevata ed evitare certi comportamenti aiuterà sicuramente a migliorare la sicurezza delle nostre strade”.
“All’automobilista sottoposto a screening – ha spiegato Fabrizio Cipriani, direttore del servizio affari generali di sanità della polizia – verranno prelevati due campioni di saliva, uno a sua garanzia per eventuali richieste di controanalisi. In caso di positività scatta il ritiro della patente per 10 giorni, fino all’esito dell’esame nei lavoratori del centro tossicologico forense di Roma. Se la positività viene confermata, si procederà alla sospensione del titolo di guida nei modi e nei tempi previsti dalla legge”. “Abbiamo scelto come matrice la saliva – ha sottolineato Cipriani – perché il prelievo è molto meno invasivo di quello del sangue, é molto maneggevole dal punto di vista tossicologico e dà dei risultati decisamente affidabili”. “Abbiamo non poche difficoltà a realizzare questo tipo di test su strada – ha ammesso Giuseppe Bisogno, direttore del servizio di polizia stradale – da qui la necessità di affiancare ai nostri agenti personale sanitario. Noi crediamo molto nella deterrenza di un protocollo di questo tipo: come accade per l’alcool-test, contiamo che sapere che all’assunzione di certe sostanze corrispondano delle sanzioni possa modificare certe abitudini”.
“La nostra collaborazione con la polizia – ha ricordato Umberto Guidoni, segretario generale dell’Ania – va avanti da anni e ha prodotto numerose iniziative. Questa, in particolare, tocca un settore di grande rilievo visto che secondo i dati del dipartimento antidroga gli italiani che fanno uso di sostanze illecite sono 2,3 milioni: è probabile che molti lo facciano in modo più o meno regolare ed è possibile che una certa percentuale lo faccia anche prima di mettersi al volante. E’ un problema da non sottovalutare visto che il costo sociale dell’utilizzo della droga nel nostro Paese è pari a 15 miliardi: di questi, 4 per perdita di produttività e il 20% per perdita di produttività legata a incidenti stradali”.
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.
