L’elemosina terrorizza i perugini – “Al fine di garantire a tutti i cittadini, di poter vivere la città di Perugia con serenità – si legge nel documento presentato in Consiglio – si ritiene che non può esistere nessuna forma di accattonaggio, pertanto si propone la seguente modifica al suddetto regolamento, affinchè gli organi preposti mettano fine a queste attività illecite che da anni, terrorizzano i Perugini”.
Una nuova professione – Secondo Camicia l’accattonaggio a Perugia è diventata una vera e propria professione, diretta da organizzazioni criminali che lucrano e sfruttano soggetti socialmente deboli. Via, quindi, immigrati e extracomunitari fuori dalle scale mobili e via anche i lavavetri ai semafori,”una forma di accattonaggio che spesso diventa anche molesto e può ingenerare pericoli nella circolazione stradale”. Al bando anche chi cerca di vendere fazzoletti o accendini per strada. Perchè, dice ancora il consigliere, “il Comune di Perugia, ha il dovere è l’obbligo di garantire ai cittadini sia residenti che non residenti, di poter liberamente circolare per la città senza incontrare in aree Pubbliche, aree private ad uso pubblico, strade, ingresso luoghi di culto o davanti a parcheggi, persone che chiedono, elemosina o contributi in soldi”.
Dall’accattonaggio all’estorsione – Sempre nella proposta di modifica che porta la sua firma si può leggere : “ormai l’accattonaggio è diventata una disciplina a tutti gli effetti, con regole dettate da organizzazioni criminali, non risparmiando i luoghi di culto, i parcheggi pubblici della città e i parcheggi ad uso pubblico dei centri commerciali, dove esiste il vero racket del carrello, in quanto questi pseudo accattoni nell’avvicinare i clienti dei negozi, chiedono con insistenza, ed in particolar modo agli anziani, del denaro diventando di fatto quasi un tentativo di estorsione, in quanto in tante occasioni al diniego di dare soldi, la risposta è abbastanza violenta”. Per il Consigliere l’unica soluzione per salvaguardare la convivenza civile e la sicurezza dei cittadini è l’imposizione di un divieto di elemosina generalizzato e diffuso, in luoghi aperti al pubblico e sui mezzi di trasporto.
Perugia come Firenze – Camicia invita quindi il Consiglio comunale e il Sindaco ad emettere un’ordinanza, come quella emessa dal Sindaco di Firenze, che punisca con una sanzione amministrativa pecuniaria e con denuncia alla Polizia Municipale chiunque infranga tale divieto. Non solo, Camicia invoca anche l’arresto fino a 3 mesi per chiunque venga sorpreso ai semafori con spugna e secchio o a chiedere soldi per strada.
In attesa di un eventuale dibattito in Consiglio, queste le modifiche proposte dal Consigliere:
Articolo esistente da modificare
TITOLO IX
VARIE
Art 30
Accattonaggio
E’ vietato raccogliere elemosine in modo invasivo, ovvero con comportamenti
insistenti o molesti od offensivi, oppure ostruendo il libero passaggio, in luoghi
pubblici o aperti al pubblico, nonché sui mezzi di trasporto pubblico.
E’ altresì vietato rovistare o prelevare indumenti ovvero oggetti dai contenitori
di raccolta delle Associazioni umanitarie.
Modifica art. 30
E’ vietato raccogliere e chiedere elemosine, chiedere soldi, vendere fazzoletti o altro, abusivamente. In luoghi pubblici o aperti al pubblico, nonché sui mezzi di trasporto pubblico, parcheggi, sia pubblici che privati ad uso pubblico, nei parcheggi dei centri commerciali e nei pressi di luoghi di culto, teatri, cinema o impianti sportivi.
Art. 30/bis
Vietata l’attività abusiva, di lavavetri in strade pubbliche e private, in quanto considerata una forma di accattonaggio che spesso diventa anche molesto e può ingenerare pericoli nella circolazione stradale.
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