Il vero ripopolamento del fiume avviene tra maggio e giugno, quando vengono rilasciate le piccole fario di 6 centimetri, in grado già di nuotare con vigore e, non essendo ancora “viziate” dalla vita in cattività, con forti capacità di sopravvivenza in acque aperte. Le trote di Borgo Cerreto, richiestissime per l’alta qualità, oltre che i fiumi umbri ripopolano i principali corsi d’acqua dolce del centro Italia, specialmente quelli marchigian,i le cui province acquistano ogni anno dall’impianto perugino tonnellate di fario di varie misure. Il dottor Mauro Natali, biologo specialista di acquacoltura della Provincia, sovrintende all’impianto dal punto di vista tecnico-scientifico, mentre le operazioni di riproduzione delle trote, in tutte le fasi di crescita, effettuate rigorosamente a mano, sono curate da generazioni dalla famiglia Dominici e dal prezioso factotum Elio Giovannini. Di grande interesse è proprio la fase della riproduzione artificiale effettuata nei mesi invernali nell’avannotteria, nella quale le piccole trote vengono al mondo e vengono curate fino a quando sono pronte per essere immesse nell’ambiente naturale.
“La Provincia prosegue con grande competenza e passione il suo compito di valorizzazione e conservazione delle specie autoctone – commenta il presidente Marco Vinicio Guasticchi –. Nostro obiettivo è privilegiare la qualità sulla quantità. Un compito che l’ente pubblico, essendo no profit, può garantire tutelando in tal modo l’ambiente e le specie animali che lo popolano. Un compito che siamo orgogliosi di svolgere e garantire come patrimonio di incommensurabile valore anche per le generazioni future”.
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