La collaborazione – A presentare la conferenza Fabio De Chirico, soprintendente per i Beni storici artistici ed etnoantropologici dell’Umbria, che ha ribadito l’importanza della collaborazione fra i due istituti. “Il museo Jacquemart-André – ha spiegato – è il secondo di Francia per collezione di opere italiane. E’ per noi, quindi, una sinergia artistica veramente importante, che ci ha permesso nei mesi scorsi anche di valorizzare un grande artista del nostro territorio, quale il Perugino. In futuro la nostra collaborazione continuerà e si arricchirà di nuove iniziative”. “La mostra sul Perugino – ha risposto Nicolas Sainte Fare Garnot – è stata per noi un grande onore, invidiato a livello internazionale”.
La collezione – Nel corso del pomeriggio, Nicolas Sainte Fare Garnot ha ripercorso la storia del museo Jacquemart-André, che, grazie al suo fondatore Edouard André, noto deputato e banchiere, ha percorso parallelamente la storia di Francia del Diciannovesimo secolo. La vicenda ha, infatti, inizio nel 1869 quando Edouard André commissiona la realizzazione del suo palazzo a Parigi, situato in Boulevard Haussmann, a Herny Parent. In pochi anni la residenza privata diviene sede di una straordinaria collezione d’arte che comprende un nucleo consistente di opere del Rinascimento italiano (Botticelli, Paolo Uccello, Carlo Crivelli, Mantegna, Donatello) e del vedutismo veneziano. Insieme a sua moglie Nélie Jacquemart, André ricerca e raccoglie capolavori in tutta Europa arrivando ad acquistare gli affreschi di Giambattista Tiepolo provenienti dalla Villa Contarini di Mira (Venezia).
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