L’evento – La serata si svolgerà venerdì 19 dicembre all ore 21.00, presso la Sala Fontemaggiore, Strada delle Fratte 3a/7 – (zona ind.le Sant’Andrea delle Fratte), Perugia.
Deja Donne – La Compagnia viene fondata a Praga nel 1997 da Simone Sandroni e Lenka Flory. Negli ultimi quindici anni la compagnia ha creato insieme ai suoi collaboratori, alcune fra le più vivaci, divertenti ed efficaci produzioni di danza accessibili ai pubblici Europei e oltre, trattando temi ‘pesanti’ con tocco leggero, carico di sincerità e ironia. “Ogni produzione di Deja Donne, non importa di quale dimensione, si distingue per una assoluta onestà di intenti. Il loro lavoro possiede una rara profondità di sentimenti e un’indiscutibile intelligenza emotiva. In fondo, Deja Donne si serve del movimento e dei personaggi per svelare questa enorme astrazione che è la condizione umana.” (Donald Hutera). I lavori di Deja Donne sono stati presentati in 26 Paesi, in Nord e Sud America, in Asia e in Europa.
Cosamia 2.0 – É uno spettacolo incentrato sul dubbio che pervade ogni tentativo di successo. Ogni scelta drammaturgica e coreografica sfocia nell’esternazione di quell’indecisione che accumuna ognuno di noi. L’artista si domanda apertamente se quello che si suppone debba condividere è davvero il suo talento, piuttosto che le sue capacità, il suo gusto o semplicemente la sua persona. Il performer si spoglia della sicurezza a cui aspira e si mostra come un collage di imitazioni di qualcosa che ha già visto fare a qualcun altro o che ha già fatto in prima persona…
iWonder (online live experiment) – É un’investigazione sulle diverse possibilità di coabitare uno spazio. L’idea nasce dall’osservazione della dilagante compressione di diversi aspetti in un solo contesto. Tante culture in una sola città, tante schede aperte in una sola ricerca google, tante personalità in un solo corpo, tante idee in un solo processo creativo. Qual è il momento in cui la pluralità porta alla confusione? Quand’è che sentiamo l’esigenza di svuotare lo spazio in cui ci muoviamo? Il lavoro è un susseguirsi di pratiche sull’intensità, un esercizio di presenza continua e impossibile. Una performance che vuole anche essere un esperimento dal quale ognuno può ricavare la propria versione della realtà.
Fabritia D’Intino – É una giovane danzatrice, insegnante e coreografa freelance. Nata a Foligno, si avvicina prestissimo alla danza. Prima di tutto, alla classica a cui poi affianca con grande curiosità diversissime tecniche e stili (dal hip-hop al tango argentino) arrivando poi a scegliere la danza contemporanea come prima disciplina di studio. Negli anni di liceo segue le lezioni dei maggiori maestri italiani (Eugenio Buratti, Fabrizio Monteverde, Mauro Astolfi, Mauro Bigonzetti etc). Nel 2004, all’età di 17 anni, vince il secondo premio nella categoria solisti contemporaneo al Concorso internazionale “DanzaEstate” del Balletto di Toscana con un solo coreografato da lei stessa. Dopo la maturità classica, nel 2005 entra al Triennio Contemporaneo all’Accademia Nazionale di Danza di Roma e nello stesso anno le viene assegnata una borsa di studio per le lezioni di Mauro Astolfi allo Ials di Roma. Per tre anni seguirà entrambi i corsi contemporaneamente. Presso l’Accademia Nazionale studia le diverse tecniche modern (e annessa metodologia) con Elsa Piperno, Laura Martorana, Ricky Bonavita e Dino Verga, repertorio con Fara Grieco, classico con Clarissa Mucci e Anna Maria Galeotti, teoria della danza con Francesca Falcone e partecipa a progetti coreografici con Sandra Fuciarelli e Oretta Bizzarri. Con quest’ultima danzerà nell’Opera “Sjökor och stekare” presso la Norrlandsoperan di Umea (Svezia). Una volta laureatasi presso l’AND decide di approfondire ulteriormente la sua preparazione dedicandosi alla danza contemporanea specialmente nel settore dell’improvvisazione e della composizione. Ammessa all’Artez Dansacademie di Arnhem (Olanda), studia con maestri di fama europea come Roberto Zappalà, Eva Karzack, Gabriella Maiorino, Ime Essien, Tony Vezich etc, collabora con diversi giovani dancemaker e partecipa a progetti di nomi già affermati come Erik Kaiel e Ann Van Den Broek. Nel settembre 2010 viene invitata a far parte del corpo docenti del Corso di Formazione Professionale Altri Orizzonti di Salerno diretto da Claudio Malangone e Anna Nisivoccia. Nel 2011 è ospite presso la Rassegna Ra.I.D. di Salerno con il solo di cui è coreografa e interprete “Cosa Mia”, solo che viene selezionato anche per l’“Open Podium” di Arnhem (Olanda). Partecipa inoltre come danzatrice al progetto “The Dorsal Chance” di Emilie Gallier ad Arnhem (Olanda). A luglio 2011 si diploma (con un anno di anticipo) presso l’Artez Dansademie e nello stesso mese è uno dei coreografi selezionati per una residenza presso La Caldera di Barcellona (Spagna) presentando il trio “We Agree” . Da Agosto a ottobre fa parte del collettivo artistico multidisciplinare “Los Libros del Ocio” a Città Del Messico (Messico), dove oltre a creare la performance omonima del collettivo si avvicina allo studio delle nuove tecnologie nelle arti sceniche. Nel 2012 lavora come insegnante presso Maktubnoir Compagnia di Danzatori (cor. Pietro Pireddu) di Firenze. Collaborando con la stessa compagnia e il compositore statunitense Robert Boston nasce il progetto “Selected Realities” che andrà in scena in Italia, Stati Uniti e Belgio. Nello stesso anno è una delle danzatrice scelte per il progetto Site Specific della compagnia Dejà Donnè con le coreografie di Simone Sandroni.
Concept e performance: Fabritia D’Intino
Produzione: Déjà Donné
- Fabritia D’Intino, Cosamia 2.0
- Fabritia D’Intino
- Fabritia D’Intino, IWonder
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